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  17/05/2012 - 10:23

 

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La marcia dei pinguini
Regia di Luc Jacquet
Documentario; U.S.A./Fran.; 2005; C.

 




                     di Paolo Boschi


Un documentario sul pinguino imperatore che scala il box office americano e sbanca i botteghini di mezzo mondo è un’idea piuttosto difficile da metabolizzare, ma il soggetto che sta dietro La marcia dei pinguini giustifica ampiamente tale risultato, anche in virtù della naturale simpatia che l’uccello polare non manca mai di riscuotere sia nel pubblico adulto che in quello infantile. In particolare questo film di Luc Jacquet racconta l’epopea riproduttiva che a cadenza annuale devono affrontare i pinguini, l’unica specie che ha ‘scelto’ di vivere nel proibitivo clima antartico: ogni anno nell’arco di tre giorni gli uccelli acquatici bicromatici approdano alla terra ferma e aspettano tranquilli finché qualcuno inizia a marciare per centinaia di chilometri, in un punto stabile della banchisa polare, all’estremo sud del continente, sempre lo stesso luogo dall’alba dei tempi. E’ qui che maschi e femmine si scelgono e si accoppiano per l’arco di una stagione intera: deposto un solo uovo, la femmina lo lascia al compagno e ricomincia a marciare verso il mare, in cerca di cibo, che conserverà nel gozzo per alimentare il piccolo. Nel frattempo il maschio inizia un a danzare lievemente sulle zampe per difendere l’uovo dal freddo estremo, spostandosi in continuazione per non esporlo troppo ai venti artici, nella speranza che la sua compagna riesca a ritornare in tempo per sfamare piccolo e affinché lui riesca a tornare all’oceano ed alimentarsi a sua volta. Il miracolo della procreazione per l’incredibile tenacia di una specie apparentemente sfavorita dalla natura continua a ripetersi ad ogni nuova stagione, perpetrando il grande cerchio della vita (come direbbe il disneyano Mufasa) anche a quaranta gradi sottozero e nonostante molte vittime restino avvolte nel gelido abbraccio del freddo. La regia di Jacquet è attenta ai dettagli e funzionale alla storia, una bella storia in effetti, lirica e realistica ad un tempo, a tratti contrappuntata dalla sensuale ed incisiva ugola di Emilie Simon. Quel che non funziona, almeno nell’edizione italiana, è la voce narrante di Fiorello, che inizia la magica avventura de La marcia dei pinguini in chiave fiabesca per poi acuirne le già zuccherine asperità narrative in modo insopportabilmente melenso. Da vedere, anche per il mare di inchiostro che vi si è sparso intorno...

La marcia dei pinguini - La marche de l'empereur, regia di Luc Jacquet; documentario; U.S.A./Fran.; 2005; C.; dur. 1h e 20’

Voto 7½ 

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