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  26/02/2020 - 20:10

 

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Io ballo da sola - Stealing beauty
Regia di Bernardo Bertolucci
Cast: Liv Tyler, Sinead Cusack, Jeremy Irons, Rachel Wesz, Stefania Sandrelli, Jean Marais, Carlo Cecchi; drammatico; Gb/Ita/Fran/Usa; 1996; C

 




                     di Paolo Boschi


Io ballo da sola
The dreamers
Io e te


Io ballo da sola è incentrato sull’epifanica scoperta dell’amore da parte della protagonista, la semi-esordiente Liv Tyler, figlia del leader degli Aerosmith Steven Tyler. La storia: dopo la morte della madre la diciottenne americana Lucy Harmon viene inviata dal padre da una coppia di amici, lo scultore Ian Greyson e la moglie Dana, in un’idilliaca villa sita nel Chianti senese. Nel corso della vacanza nella suggestiva cornice toscana, la ragazza scoprirà senza traumi eccessivi l’identità del suo vero padre e perderà inoltre la verginità con un ragazzo del posto, sinceramente innamorato di lei. Il tredicesimo film di Bernardo Bertolucci segna un ritorno all’Italia quindici anni dopo La tragedia di un uomo ridicolo, anche se le tematiche che attraversano la storia sono universali e poco hanno a che fare con la realtà locale: anzi, la villa senese costituisce una sorta di splendida bolla di vetro che incornicia le complesse vicende esistenziali dell’assortito cast, contrappuntato dalle onnipresenti statue di legno (create da Matthew Spender) che circondano la villa, specchio divergente dei personaggi adulti della storia, ognuno ‘imbalsamato’ nella rispettiva posa. Io ballo da sola passa in agile rassegna temi quali l’amore, la morte, l’infrangersi dei vecchi ideali, il suicidio e, ovviamente, la bellezza. Il tutto sempre risolto grazie all’aura di avvenenza, incanto e freschezza diffusa dalla giovane protagonista attraverso tutta la storia e propagata tra i vari personaggi, tutti maturi, tutti appartenenti ad una élite intellettuale alternativa, per certi versi  contrapposta a livello estetico alla purezza adamantina e felicemente naïve della giovanissima ospite. E non a caso il titolo originale era fortemente allusivo: Stealing Beauty, equivalente a “rubando bellezza”, quasi che lo stellare cast di adulti ‘vampirizzasse’ la solare Lucy, un soffio d’aria fresca in un quadro estetico perfetto sotto il profilo naturalistico (e sotto il versante intellettuale) ma inevitabilmente immobile, quasi stantio. Dopo i tre kolossal precedenti Bertolucci cambia registro raccontando con la consueta eleganza formale una storia di ordinaria (ma elitaria) formazione. Nello straordinario cast oltre alla giovane protagonista brilla anche Sinead Cusack, nella vita moglie di Jeremy Irons, che qui interpreta uno scrittore colpito da malattia incurabile. Io ballo da sola può vantare anche una colonna sonora notevole quanto accurata, con una gemma del vecchio bluesman Johnny Lee Hooker.

Io ballo da sola - Stealing beauty, regia di Bernardo Bertolucci, con Liv Tyler, Sinead Cusack, Jeremy Irons, Rachel Wesz, Stefania Sandrelli, Jean Marais, Carlo Cecchi; drammatico; Gb/Ita/Fran/Usa; 1996; C.; dur. 1h e 58’

Voto 7½ 

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