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  30/03/2020 - 21:30

 

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Scanner - cinema
 


(anteprimaannozero)
Il diario di un regista in concorso
Parole, aneddoti di regia, e analisi filmiche a Bellaria Igea Marina dal 7 al 10 giugno 2001
I reportage di Scanner

 




                     di Matteo Merli


Anteprima per il cinema indipendente italiano 2002
Anteprime al bellaria Film Festival 2002
Bronte, cronaca di un massacro
Anteprimaannozero 2001
Diario di un regista
Uno sguardo sull'edizione 2001
Gimme Shelter


Il festival di Bellaria inizia giovedì 7 giugno, con le opere fuori concorso, ma io purtroppo non riesco ad andare.

Però sono contento, visto che il mio corto Sogni di carta sarà proiettato venerdì sera, e per allora ci sarò. Venerdì l pomeriggio preparo le valige, e con la mia ragazza ci mettiamo in viaggio verso la meta. Bellaria, tiene battesimo per il secondo anno Anteprima anno zero, sotto la direzione di Enrico Ghezzi, e questo mi rende felice, pensando all'atmosfera che ci attenderà al nostro arrivo. Arrivati nel paese, il caos dei villeggianti, e di un traffico che il sapore di un turismo di massa, soprattutto straniero, ci coglie impreparati, grazie alle indicazioni precise che mi ha dato la segreteria del festival, raggiungo agevolmente il nostro Hotel. Orchidea, è il nome del nostro albergo, che a prima vista non sembra male, anzi, quando entro nell'atrio, mi accorgo di essere alloggiato in un posto confortevole, con anche la piscina. Mi viene consegnato un invito per un incontro serale con Paolo Benvenuti, il regista di Gostanza da Libbiano, che sarà in giuria. Ci vestiamo velocemente, e corriamo a cercare il luogo della manifestazione, percorrendo il lungo viale Paolo Guidi. Purtroppo arriviamo in ritardo alla proiezione, e trovo gli uffici del festival chiusi, ormai è tardi, sono più delle 20. Allora, entro nel cinema Astra, prendo il programma, e io e la mia ragazza ci prepariamo per l'incontro che si terrà in un caffè non molto distante dal cinema. Ceniamo in santa pace, e poi faccio delle foto alla rinfusa per allentate la tensione emotiva. Alle ore 23.30, nei pressi del caffè si accumula la gente, i registi, una parte della giuria, in una mescolanza di parole, drink e spumante. Il clima si fa amichevole, sembra quasi di assistere ad uno dei tanti party mondani: vicino a noi si aggira Enrico Ghezzi, Peppe Servillo, cantante degli Avion Travel, Gianni Canova, direttore di Duel, e noi ci tranquillizziamo con lo spumante. Il giorno seguente ci alziamo presto, e ci catapultiamo negli uffici del festival, dove mi danno il catalogo e la borsa del festival. Quelli dell'ufficio stampa mi dicono che mancavo solo io per la presentazione in sala di ieri sera, e mi segnalano di non perdere l'incontro con gli autori che si terrà nei pressi del caffè Madrid, dove sarò intervistato. Mentre aspettiamo di partecipare all'evento, si presenta una ragazza, Mariarosaria Alvi, regista, facciamo conoscenza, parliamo dei nostri lavori, del cinema e della vita, poi……Arrivano le ore 11.30, e ci mettiamo a sedere, pronti ad essere intervistati. Dopo due ore di parole, aneddoti di regia, e analisi filmiche, arriva il mio turno. Il mio ingresso li sorprende, credendo che non fossi presente, allora per rompere gli indugi mi chiedono di come mi è venuta l'idea del corto, e io inizio a spiegare le motivazioni, il perché mi diletto con il cortometraggio, ecc. Tempo: otto minuti, basta per fare bella figurare, per non sembrare un giovane autore dal fare intellettuale. I miei amici e la mia ragazza, che mi assistevano da lontano, si congratulano con me, poi andiamo a pranzare in compagnia. Nel pomeriggio, andiamo a vedere la programmazione di alcuni corti, tra cui il mio. Nella saletta del Palazzo del Turismo non c'è la ressa, e ci disponiamo nel punto migliore. Dopo alcune ore, arriva per ultimo il mio corto, e rimango un po' deluso, visto che la qualità dell'immagine con il proiettore non è eccelsa. Alla fine, festeggiamo ugualmente il successo dell'impresa con una cena di pesce. Dopo una serata spumeggiante, verso mezzogiorno vagabondiamo per Bellaria, facciamo un pranzo leggero, andiamo a vedere il mare, e poi andiamo a vedere i corti in concorso. Nel primo pomeriggio di domenica 10 giugno, ci rechiamo negli uffici stampa, salutiamo lo staff dell'ufficio stampa, efficiente e cordiale, e spero che mi dicano qualcosa, tipo: rimani in zona che hai vinto un premio, ma questo non succede. The end: mettiamo le valige in auto, e torniamo a casa. Alla fine, sono contento di questa esperienza, che mi ha dato entusiasmo e voglia di continuare. Forse, e proprio questo il successo di Anteprima annozero: giovani registi che non smettono di credere nella settima arte.

Voto 8 

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