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  20/10/2017 - 23:46

 

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Scanner - musica
 


Van Morrison
Keep It Simple
Jazz, folk, blues, Ulster scozzese, country, soul e gospel per l’album n.35 del bluesman di Belfast
[Polydor 2008]

 




                     di Paolo Boschi


Di artisti di culto con la coerenza musicale di questo irlandese di sessantatre primavere sulla scena internazionale forse si possono contare giusto Bob Dylan e Tom Waits. Nella sua lunghissima carriera, prima con i Them, poi da solista, il grande Van Morrison, classe 1945 ha inciso un numero incredibile di dischi, curiosamente tutti di qualità sopraffina. Di solito il cantautore irlandese predilige album a tema, magari veri e propri concepì, oppure si limita, come in questo caso, a fare semplicemente quello che gli viene meglio, pubblicare un disco nel suo stile, quel celtic blues che assortisce rhythm’n’blues, jazz, rock ed ovviamente dosi corpose di folk irlandese: non a caso non poteva scegliere un titolo migliore di Keep It Simple. L’ultima fatica del mitico bluesman di Belfast è un tuffo nella sua musica, tout court, con undici magnifiche canzoni di grande atmosfera che Van Morrison avrebbe potuto incidere anche trent’anni fa (e nessuno ci assicura che non le abbia composte allora). Che altro potremmo aspettarci di trovare in un caratteristico esempio della discografia morrisoniana come questo? Ovviamente una ballata struggente come l’intensa Lover come back (quante ne ha scritte, e sempre splendide…), oppure un blues a marce basse (ma irresistibili) come How can a poor boy e soprattutto Don't go to nightclubs anymore, un blues senza tempo. A partire dall’essenziale title track, posta nel bel mezzo del disco, Van Morrison pare avviare una sorta di climax emozionale, con episodi come la folkeggiante Song of home, l’insostenibile Soul e l’ultima perla della serie, almeno per questa volta, ovvero Behind the ritual, una canzone che giustifica da sola tutto il resto del disco. L’ennesimo album del grande Van, essenziale a cominciare dalla copertina ma dotato di una tracklist che non delude neppure in una sola traccia. Vivamente consigliato, soprattutto ai neofiti di questo mitico e scorbutico vecchio cantautore d’Irlanda…

Van Morrison, Keep It Simple, [Polydor 2008]

Voto 8 

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