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  16/07/2019 - 12:46

 

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Scanner - musica
 


Sade
Lovers rock
[Epic 2000]
Il ritorno della raffinata cantante anglo-nigeriana dopo otto anni di silenzio

 




                     di Paolo Boschi


Apriti cielo e spalancati terra: l'elegante signora del pop più sofisticato degli anni Ottanta è tornata, più in forma che mai e senza cambiare una virgola di quel raffinato sound che, contro ogni previsione di mercato, l'aveva lanciata nell'Olimpo musicale. Dall'ultimo album pubblicato, il notevole Love deluxe, erano passati otto anni di silenzio interrotti soltanto dall'uscita di un ottimo best of: dal 1992 Helen Folasade Adu in arte Sade si è sposata e trasferita in Spagna, ha avuto una figlia, poi si è separata riavvicinandosi alla musica appena gli impegni materni l'hanno consentito. Il risultato è questo Lovers rock, che di rock beninteso non propone neppure una nota: resta invece saldamente in primo piano l'originale miscela musicale che ha caratterizzato la carriera dell'artista anglo-nigeriana dagli esordi fino ad ora, quell'insostenibile fusione di jazz, soul, rhythm'n'blues, pop, funky, generi vari amalgati da una voce non perfetta ma unica nella particolarità del suo timbro, privo di picchi ma carico di groove, intenso e capace di assicurare brividi musicali di grande intensità. E' Sade e la sua voce è tanto riconoscibile quanto difficile da stringere in una definizione: le sue ballate avvolgenti parlano quasi sempre al femminile (e come potrebbe essere altrimenti?) ed evocano in modo naturale la sua silhouette fragile ed elegante dietro al microfono di un piccolo club, come si addice a qualsivoglia chanteuse in grado di lasciare il segno nel pubblico, colpendone l'immaginario uditivo ed estetico in contemporanea. La voce e i ritmi di Sade ci mancavano ormai da troppo tempo, sicuramente, e non dispiace di trovarsi davanti ad un disco che la bella cantante di colore avrebbe potuto pubblicare in un momento imprecisato degli anni Ottanta: la sua musica rifiuta per statuto la moda del momento ( Madonna docet) senza però risultare di maniera, è uno stile espressivo che diventa semplicemente il veicolo naturale e privilegiato per raccontarci nuove storie una traccia dopo l'altra. Anche per questo nelle undici canzoni della tracklist di Lovers rock non emergono i classici singoli ma, semplicemente, si alternano senza soluzione di continuità emozioni, frammenti, ricordi, immagini, storie. Si comincia con i toni malinconici e sognanti del dolcissimo singolo By your side, poi si sale di ritmo con Flow, segnato da un ipnotico accordo di basso, e si resta su questa linea anche nella successiva King of sorrow, canzone sofferta ed intensa. L'attacco di Somebody already broke my heart, una morbida ballata a pronta presa, non sorprenderà i fans di vecchia data, perché brani simili hanno costellato la carriera di Sade in infinite variazioni. Dopo la leggerezza di All about our love ed il blando e sofferto reggae di Slave song arrivano in rapida successione le piccole gemme di Lovers rock: la pura suggestione acustica di The sweetest gift, nenia di rara intensità, l'avvolgente morbidezza di Every word e l'ipnotico magnetismo funky di Immigrant. A chiusa di un disco davvero notevole c'è l'eleganza della titletrack ed infine It's only love that gets you through, the same old song. Undici brani assolutamente degni di citazione nei quali vibra l'anima e la poesia di una grande interprete. Bentornata Sade, ci mancavi...

Sade, Lovers rock [Epic 2000]

Voto 8 

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