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  16/12/2017 - 17:56

 

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Scanner - musica
 


Roberto Terzani
Robertoterzani.hits
Il debutto solista dell’ex colonna ritmica dei Windopen, Litfiba e Pelù band
Edel, 2005

 




                     di Giovanni Ballerini


Da musicista a front man il passo è lungo. Lunghissimo per Roberto Terzani, che ha aspettato venticinque anni per tornare alla ribalta il 16 settembre 2005 con un disco tutto per la Edel. L’ex leader dei Windopen, che nei primi anni Ottanta erano un po’ la band di punta della scena bolognese, pubblica in questa fine 2005 il suo "Robertoterzani.hits". Un Cd che conferma il suo amore sfegatato per il rock. Soprattutto per quello anni '70. La passione per quel sound elettrico e solare è chiara fin dai primi battiti, fin dalle prime schitarrate del brano "Dai!", che come singolo ha fatto da apripista agli altri dodici pezzi di un album ben congegnato, gradevole, a tratti ironico, ma sempre ottimista. A dir poco insomma questo lavoro somiglia al suo creatore. E se Roberto in questi anni si è fatto apprezzare nei ranghi dei  Litfiba (con cui ha suonato basso e chitarra dal vivo e ha partecipato più che attivamente alle registrazioni di vari album, da “El Diablo” a “Infinito”), poi con Nicoletta Magalotti, con la Piero Pelù band (ha suonato nei primi due album del rocker fiorentino: Né buoni né cattivi e UDS e naturalmente negli omonimi tour) questo nuovo Cd aggiunge benzina ritmica, idee e intensità a una figura fondamentale, ma sin troppo schiva (cosa rara ai nostri giorni) del rock italiano. Terzani si specchia insomma a meraviglia in questa sua prima esperienza solista in cui le canzoni incalzano, sprizzano vitalità. l'esperienza accumulata in tanti anni di rock si sente tutta, ma il rossore, la timidezza dell’esordiente rendono ancora più piacevole questo lavoro che, anche dal punto di vista dei testi, non delude le attese. Anzi. Roberto gioca con le note e con le parole in tutto il disco: guarda il mondo e lo descrive a ritmo rock, lasciando all’ascoltatore la possibilità di leggere tra le righe una conferma alle sue perplessità o al contrario un modo per sfuggire dalla noia quotidiana, per usufruire di qualche provvidenziale sorsata di ossigeno. Niente ideologie, pensiamo rock & roll, sembra suggerire un Terzani che in alcuni brani si avventura persino nelle avvolgenti atmosfere di un convincente sound metropolitano, per poi sterzare sull’italian beat. Per il resto le canzoni di "Robertoterzani.hits" corrono veloci fra il fragore elettrico di chitarre stropicciate e armonie vocali ben congegnate. Non abbiamo parlato o quasi di pezzi in particolare? Poco male, tanto sono tutti dei potenziali singoli. Rimane invece un dubbio e cioè perché Roberto Terzani abbia aspettato così tanto a svelarsi come story teller, preferendo tirare la carretta ad altri artisti. Noi siamo convinti che se questo album fosse uscito con la spinta promozionale di essere il primo album solista del chitarrista-bassista dei Litfiba o del polistrumentista di Pelù avrebbe avuto più visibilità. Ma queste sono altre storie. Storie che a quanto pare a Roberto interessano poco.

Voto 7 ½ 

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