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  25/09/2018 - 14:49

 

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Scanner - musica
 


Nicola Alesini
FdA
De André senza parole
Il Manifesto cd, 2006

 




                     di Giovanni Ballerini


Ultimamente sembra che gli artisti non sappiano spesso fare altro che guardarsi indietro. Il loro reinterpretare quasi maniacalmente il repertorio di altri, soprattutto il pop d’autore sa di mancanza di idee. Ma non è così per tutti. Affascinante infatti (per come è stata realizzata) l’idea di Nicola Alesini di trattare le canzoni di Fabrizio De Andrè (evitando di usare le parti vocali) come se fossero degli standard: Alesini nel Cd FdA avvolge la lezione di De André di note poetiche, graffianti e sognanti. Il sassofonista dimostra di aver compreso a pieno il modo di comporre (anche quello musicale) del cantautore genovese e in queste sue rielaborazioni accarezza la melodia, la allunga, la distorce a suo piacimento, creando un ibrido sonoro ricco di seduzione.

Da "Bocca di rosa" a "Amore che vieni amore che vai", da “Il testamento di Tito” a “La guerra di Piero”. Per l’album FdA, pubblicato nel 2006 da Il Manifesto cd, Nicola Alesini si è alternato ai sassofoni, al clarinetto, ai campionamenti e alla programmazione. Gli arrangiamenti sono di Michele Lobaccaro, Nabil Salameh ha messo la voce (e il recitato) e al lavoro hanno partecipato anche i Radiodervish. Il risultato è un progetto privo di facili ammiccamenti, un disco che evita accuratamente qualsiasi scontatezza e piaggeria e riesce a centrare l’anima più vera delle composizioni di De Andrè. Un’ottima intuizione del sassofonista romano che nell’album ha inserito anche quattro sue composizioni originali.

Jazz e musica popolare, ambient e world music si mischiano al geniale pop deandreiano in un unicum nuovo, ricco di fascino e comunicazione diretta. Le canzoni, anche senza parole, mantengono inalterata la loro forza. E anzi, grazie alle intuizioni di Alesini, splendono di nuovi stimoli, lasciando all’ascoltatore il piacere di ricostruire la sua memoria pop o lasciarsi cullare dalle note morbide che accarezzano ogni brano.

Da sottolineare anche “Genova il giorno dopo”, il brano che chiude l’album, una composizione originale di Alesini che è una sorta di ideale ponte fra la sua musica e quella di Fabrizio, un saluto intenso e schietto a un genio della canzone che non c’è più.

Voto 7 

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