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  18/01/2018 - 14:58

 

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Scanner - musica
 


Mstislav Rostropovich
E' morto il 27 aprile 2007 il grande violoncellista e direttore d'orchestra
Il 70° Maggio Musicale Fiorentino e Riccardo Muti gli dedicano sabato 28 aprile la prima di “Orfeo ed Euridice” di Gluck.
Il ricordo del Sovrintendente del Teatro del Maggio Francesco Giambrone

 




                     di Giovanni Ballerini


E' scomparso il 27 aprile 2007 Mstislav Rostropovich. Il leggendario violoncellista e direttore d'orchestra si è spento a 80 anni in ospedale a Mosca, dopo una lunga malattia. Nato il 27 marzo del 1927 a Baku, in Azerbaigian, nel 1974 lasciò l'Unione Sovietica a Parigi con la moglie, la cantante Galina Vishnevksaya. Prima di questo esilio volontario, Rostropovich
difese pubblicamente il dissidente e premio Nobel per la Letteratura Alexander Solzhenitsyn, a cui il regime sovietico aveva tolto la cittadinanza russa nel 1978.

In realtà, dalla seconda metà degli anni Sessanta, il grande violoncellista fu molto attivo in patria nel difendere la libertà di espressione artistica. L’impegno proseguì anche dopo l’esilio e culminò l'11 novembre 1989, con il concerto che improvvisò con il suo violoncello, suonando Bach sotto il Muro di Berlino che veniva abbattuto. Un’intensa felicità per il musicista che festeggiò in quel modo la fine del regime sovietico e della guerra fredda.

"La mia vita è cambiata del tutto già il giorno dopo la caduta del muro di Berlino –Tenne a sottolineare Rostropovic -. Il muro ha diviso la mia vita in due e ha lacerato il mio cuore - ha affermato - io ho sempre suonato nella parte orientale di Berlino, quella sovietica. Ma nel 1974 sono stato cacciato dalla mia patria e da allora ho potuto suonare solo nella parte ovest, senza più poter tornare di là. Al crollo del muro, però, la mia vita si è riunita".

La scomparsa di Mstislav Rostropovich ha profondamente colpito il Maggio Musicale Fiorentino, al
quale il maestro era profondamente legato. Era infatti il giugno del 1951 quando il ventitreenne violoncellista arrivava a Firenze, insieme ad un manipolo di artisti “Premi Stalin” dell’Unione Sovietica – fra cui Gilels, Oistrackh e la Ulanova -, per i suoi primi concerti in Italia alla Sala Bianca di Palazzo Pitti e al Teatro Comunale, accompagnati da curiosità e polemiche, in piena guerra fredda. Dalla fine degli anni Sessanta era stato poi ospite regolarmente del Festival e delle Stagioni. In particolare, nel Maggio del 1980 aveva eseguito l’integrale delle Suites di Bach e diretto “Evghenij Onegin” con la regia di Pier Luigi Samaritani, fra i protagonisti la moglie Galina Vishnevskaja, ed una concerto incentrato su Cajkovskij e Prokof’ev; nell’83 era stato solista del Concerto di Penderecki, con l’autore sul podio; nel febbraio ’86 aveva interpretato le Variazioni Rococò di Cajkovskij con l’English Chamber Orchestra, e nel ’94 il Concerto di Dvorak con l’Orchestra di Bratislava diretta da Kakhidze.
A cinquant’anni esatti da quel lontano debutto italiano, nel maggio 2001, il grande “Slava” era tornato a Firenze, questa volta in veste di direttore d’orchestra al Teatro Verdi, con le due Quinte Sinfonie di Cajkovskij e di Sostakovic, in una serata resa indimenticabile anche dalla sorpresa di un inaspettato bis bachiano al violoncello; e nel 2005 aveva voluto suonare gratuitamente Dvorak a Bombay, con l’Orchestra del Maggio e l’amico Zubin Mehta sul podio, in due commoventi concerti dedicati alla Fondazione intitolata a Mehli Mehta per sostenere gli studi musicali di giovani indiani di talento. Il 70° Maggio Musicale Fiorentino e Riccardo Muti dedicano al maestro sabato 28 aprile la “prima” di “Orfeo ed Euridice” di Gluck; Il Maestro Muti personalmente lo ricorderà al pubblico dal podio, prima dell’inizio.
Il Sovrintendente del Teatro del Maggio Francesco Giambrone, addolorato, ricorda l’ultimo incontro avvenuto a Firenze nel 2006, per il conferimento della cittadinanza onoraria in Palazzo Vecchio:
“in quella occasione il Maestro accolse con entusiasmo l’invito a ritornare ad esibirsi a Firenze, e diede il suo plauso all’idea di accogliere nella rassegna Maggio Off uno dei giovani che avevano seguito la sua masterclass, Stjepan Hauser, che suonerà il 7 giugno 2007 all’Auditorium al Duomo; questo particolare aggiunge un elemento di grande tristezza per la perdita di uno dei più grandi artisti dei nostri tempi”; il Direttore Artistico Paolo Arcà rammenta la straordinaria collaborazione instaurata quando Rostropovich debuttò come direttore d’opera al Teatro alla Scala nel ’98, con “Mazeppa” di Cajkovskij e la regia del conterraneo Dodin.

Voto 9 

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