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Il popolo non ha il pane
Dategli le brioche
Di Filippo Timi e Stefania De Santis. Con Filippo Timi, Lucia Mascino, Luca Pignagnoli, Marina Rocco, Paola Fresa, luci suoni e scenotecnica di Luca De Marinis
Produzione Santo Rocco e Garrincha, in collaborazione con Nuovo Teatro Nuovo, Artedanzae20, Teatro Stabile dell’Umbria
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E’ noto al grande pubblico per i ruoli interpretati sul grande schermo, Filippo
Timi. Dal padre che vuole applicare un’educazione spartana al figlio di “Come Dio comanda” di
Salvatores, al Duce di “Vincere”
di Bellocchio, nell’amante ingannato e ferito de “La doppia ora” di Capotondi. Due occhi magnetici ed
una grande fisicità enigmatica nonostante gravi problemi di vista ed una
balbuzie che sulla scena magicamente sparisce. Ha all’attivo anche tre romanzi.
Sembra, da sempre, perfetto per incarnare Amleto, un folle in un castello di
matti. Ed il suo “Il popolo non ha il pane. Dategli le brioche”, scritto a quattro mani con Stefania De Santis, ha dentro tutta l’ironia, l’istrionità
e la pazzia che soltanto un monarca che vive fuori dalla realtà può
sintetizzare in poche parole sarcastiche e snob. La frase è stata
attribuita a Maria Antonietta, regina di Francia, poi finita sulla ghigliottina:
“È l’assurda risposta dei potenti ai concreti bisogni
delle persone - spiega Timi - il mio è un principe orgiastico, tutto cibo e
denti marci; lo specchio consapevole del mondo da cui proviene”. Timi
fagocita la scena, è esplosivo. Un vero one man show (uno dei suoi miti è Fred Buscaglione) che
però rischia ad ogni passo di esondare, di
travalicare la piece in uno sterile personalismo. Sul
palco ci sono anche Lucia Muscino,
Luca Pignagnoli, Marina Rocco, Paola Fresa. Amleto è
senza dubbio un pretesto, e lo si capisce fin dalle
prime battute immerse di surrealismo e di grottesco in questa corte sempre a
metà strada tra il dentro ed il fuori il teatro, tra l’attore ed il
personaggio. Disciplina alta e ridondante, ma anche molto divertente e solare
nel cupo delle quattro mura del regno dove alberga il marcio. Arriverà anche Marilyn Monroe che andrà
a braccetto con un’Ofelia che s’improvvisa cantante esaltandosi tra Edith Piaf
e Strass, alimentandosi di Battisti e Sinead
O’Connor. Alla fine comunque una commedia tra potere,
oblio e frivolezze. Altre date toscane: 9 marzo Montepulciano, 10 Buti. Info: www.teatroniccolini.it;
biglietti: da 15.50 a 11.50 euro; 055.8256388.
Voto
7 +
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