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  19/02/2020 - 18:02

 

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Roberto Andò e Moni Ovadia
Le storie del signor Keuner
Di Bertolt Brecht. Con Moni Ovaia, Lee Colbert, Roman Siwulak, Maxim Shamkov, Ivo Bucciarelli e con la Moni Ovadia Stage Orchestra, scene Gianni Carluccio, luci Gigi Saccomandi, costumi Elisa Salvi, traduzione Roberto Menin
Al Teatro Metastasio di Prato da mercoledì 16 a domenica 20 gennaio. Moni Ovadia incontra il pubblico giovedì 17 gennaio 2008 alla libreria Feltrinelli di Via de’ Cerretani a Firenze e venerdì 18 gennaio 2008 alla libreria al Castello (viale Piave 12) di Prato

 




                     di Giovanni Ballerini


Teatro Metastasio, stagione 2007 / 2008
Teatro Metastasio, fuori abbonamento 2007 / 2008
Teatro Metastasio ragazzi, Stagione 2007 / 2008
Molly Sweeney, di Brian Friel, regia Andrea De Rosa, 2007
i Giganti della montagna, Compagnia Lombardi-Tiezzi, 2007
Farfalle, Compagnia TPO, 2007
Gomorra, Mercadante Teatro Stabile di Napoli, 2007
Pasticceri Io e mio fratello Roberto , 2006
Roberto Andò e Moni Ovaia, Le storie del sig.Keuner, di Bertolt Brecht
Luca Zingaretti, Legge La Sirena, di Giuseppe Tomasi di Lampedusa
Tre sorelle di Anton Cechov, Regia Massimo Castri
Giorgio Strehler, La storia della bambola abbandonata
Teatro del Carretto, Pinocchio, da Carlo Collodi
Campagnia Pippo Delbono, Questo buio feroce


"Lo spettacolo è una fuga visionaria sul caos del novecento. La messinscena è immaginata come un’istallazione, una mise en scene in forma di esposizione – dichiara Moni Ovadia - di reperti d’arte, alla maniera scomposta di certe esposizioni del nostro tempo dominato dalla virtualità, in cui i frammenti di realtà sono confinati in un esilio senza speranza”.

In occasione del cinquantesimo anniversario della morte di Brecht, nel 2006 abbiamo visto tanti spettacoli e festival, ma di solito l’attenzione nei confronti dell’opera del grande drammaturgo tedesco si è essenzialmente concentrata sui testi del teatro epico la cui diffusione in Italia è passata attraverso la lezione di Strehler al Piccolo Teatro di Milano.

Roberto Andò e Moni Ovadia, propongono invece un Brecht che guarda al contemporaneo, che si interroga sul senso del teatro oggi. Con questa messinscena, che ha come sottotitolo “un’esposizione post-morale” Andò e Ovadia hanno scelto un capolavoro della letteratura brechtiana, Le storie del signor Keuner (dal 16 al 20 gennaio 2008 al Teatro Metastasio Prato) raccolta di parabole, di racconti, in parte ancora inediti in Italia, che per l’occasione è stata tradotta da Roberto Menin.

Il signor Keuner è l’alter ego del Brecht due volte esule: esiliato perché oppositore eccellente del regime nazista e poi esule presso di sé al rientro a Berlino, nel constatare che il comunismo – da lui tanto auspicato – in cui ora si trovava a vivere era un sistema di potere ottuso e autoreferenziale.

Tutto in Keuner – un personaggio che costella l’intera opera di Brecht - ha una forma dialettica, elastica, dubitativa. Brecht esce dai temi dalla lotta di classe per entrare in un’altra dimensione, sposta il piano della centralità politica a quello della centralità umana, rappresenta il punto zero dell’uomo nel caos, spaesato, esule in un’epoca in cui avanza la perdita del senso e dei valori.

Quello di Keuner è infatti un Brecht della domanda e non della risposta, un Brecht dello smarrimento. Per questo qualche critico ha notato uno sconfinamento del K di Bertolt Brecht nei territori del K di Franz Kafka.

A differenza del Brecht epico, didascalico che ci è stato consegnato – contrassegnato dalla sua lettura ideologicamente precisa - quello di Keuner è un Brecht che traccia, come ha scritto Roland Barthes, una poetica della lucidità, della problematicità, a noi più vicino e interamente da scoprire perché del tutto inedito. I racconti di Keuner di Bertolt Brecht illuminano la condizione dell’uomo di oggi.

Roberto Andò e Moni Ovadia hanno esaltato nel testo i nodi politici attuali: Brecht mima una serie di comportamenti possibili che hanno a che fare con situazioni che oggi come ieri possono diventare esplosive.

I testi del Keuner sono letti in video da personalità scelte perché devono creare un corto circuito con quanto avviene oggi e portarci subito in un dimensione attuale: Alessandro Bergonzoni, Massimo Cacciari, Gherardo Colombo, Philippe Daverio, Daniele Del Giudice, Oliviero Diliberto, Dario Fo, Arnoldo Foà, Don Gallo, Claudio Magris, Michele Michelino, Milva, Eva Robins, Carlo e Sabina Rivetti, Sergio Romano, Roberto Scarpinato, Gino Strada. «Questi personaggi leggono le storie di Keuner come fosse la lettura di un comunicato – dice ancora Ovadia -, un linguaggio consono alla virtualizzazione del mondo come è la comunicazione televisiva. Sono solo dei portavoce di questa comunicazione, con il risultato di creare una sorta di straniamento».

Voto 8 

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