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Beatrice Venezi
Opera
La Fura dels Baus
Free Bach 212. Recensione
Semiramide
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L'Amour des Trois Oranges
di Sergej Sergeevič Prokof'ev
Il Nabucco
Di Giuseppe Verdi
Un flauto magico di Mozart
Regia di Peter Brook
Carmina Burana
Cantata scenica per soli, coro e orchestra di Carl Orff
Compagnia Lavoro Nero Teatro
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Béla Bartók
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La Metamorfosi
Di Silvia Colasanti

 


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  28/06/2022 - 13:31

 

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Fura dels Baus
Il crepuscolo degli Dei
Wagner dà il via in bellezza al 72° Maggio Musicale Fiorentino
Götterdämmerung debutta in prima mondiale mercoledì 29 aprile 2009 alle 18 al Teatro Comunale di Firenze. Replica domenica 3 aprile alle 15, il 6 e il 9 maggio 2009 alle 18. Poi viene ripresa a Valencia

 




                     di Giovanni Ballerini


L’opera si addice alla Fura. Il suo immaginifico Wagner dà il via in bellezza al 72° Maggio Musicale Fiorentino. Questa volta è stata Firenze la culla dell’ultima giornata del Ring wagneriano (nelle altre due la prima era avvenuto a Valencia) e Il crepuscolo degli Dei – Götterdämmerung debutta in prima mondiale mercoledì 29 aprile 2009 alle 18 al Teatro Comunale di Firenze (diretta su Rai Radio3) e replica domenica 3 aprile alle 15, il 6 e il 9 maggio 2009 alle 18. Cinque ore e mezza circa è la durata del “Crepuscolo”, compresi i due intervalli che iniziano rispettivamente alle 20.00 e alle 21.45, e durano il primo 35 minuti e il secondo 30’.
L’opera che vede Zubin Mehta sul podio dell’Orchestra del Maggio, la regia di Carlus Padrissa, Franc Aleu ai video, Roland Olbeter alle scene, Chu Uroz ai costumi, Peter van Praet alle luci e l’impianto drammaturgico di Cesare Mazzonis viene poi ripresa a Valencia, visto che il Palau de les Arts, Reina Sofía di Valencia ha coprodotto il progetto furero. Fra gli interpreti del Götterdämmerung della pluripremiata coppia Mehta - Fura dels Baus (Premio Abbiati della critica musicale italiana per i precedenti Das Rheingold e Die Walküre) debutta al Maggio Musicale il Siegfried di Lance Ryan al fianco dell'acclamata Brünnhilde di Jennifer Wilson. Stefan Stoll è Gunther, Hans Peter König è Hagen, Franz-Joseph Kapellmann è Alberich, Bernadette Flaitz è Gutrune, Catherine Wyn-Rogers è Waltraute, Daniela Denschlag è Die erste Norn, Pilar Vázquez è Die zweite Norn, Eugenia Bethencourt è Die dritte Norn, Silvia Vázquez è Woglinde, Ann-Katrin Naidu è Wellgunde, Marina Prudenskaya è Flosshilde, Nicolò Ayroldi è Ein Mann, Fabio Bertella è Ein anderer Mann.
Un entusiasta Mehta al suo secondo Anello del Nibelungo (il primo fu quello con Ronconi e Pizzi risale nel 1979-81) è il perfetto alter ego di una Fura dels Baus scatenata e ispirata come non mai. La perfetta sintonia fra il maestro indiano e il regista catalano regala al festival fiorentino un evento spettacolare di grande effetto che rispecchia e attualizza la drammaturgia musicale wagneriana e allo stesso tempo offre stupore ed emozioni all’immaginario degli spettatori. Artisti rinchiusi in grandi sfere, catene di uomini sospese nel vuoto, cantanti immersi nell'acqua, interpreti che cantano appesi a testa in giù: l’impossibile è possibile per la Fura, che anche questa volta riesce a esaltare l’arte operistica con la sua visione scenica.

E’ sicuramente merito del dirompente gruppo teatrale catalano se un pubblico nuovo e in gran parte giovane è stato conquistato da Wagner. E’ quasi impossibile non lasciarsi sedurre dal linguaggio tecnologico e fantascientifico furero, che investe l’opera di proiezioni video e computer grafica, che riscopre la dinamicità delle macchine ed esalta la fisicità dei protagonisti senza stravolgere la partitura. Il risultato è totalmente fedele all’originale e persino umile al cospetto delle ragioni della musica, come ha più volte sottolineato Zubin Mehta, che governa dal podio questo straordinario viaggio nel mito.
Proprio alla straordinaria visionarietà furera è dedicata la mostra fiorentina che si inaugura il 29 aprile alle 12 nello spazio più antico della Galleria degli Uffizi, la Sala di San Pier Scheraggio che, accanto ai dipinti, ospita fino al 31 maggio 2009 filmati su maxischermi, bozzetti, figurini, studi preparatori del progetto. C’è spazio per il gigante metallico dell’Oro del Reno, mentre l’immenso drago meccanico è accucciato ai piedi dell’Annunciazione di Botticelli.

Una sorta di beatificazione per quelli che sinora erano considerati gli agitatori più dissacranti della scena teatrale mondiale, vengono così celebrati in quello che è uno dei luoghi più sacri dell’arte. Ma torniamo al Ring, all’esterno del Teatro gli spettatori troveranno non solo i cartelloni del Festival e di Maggio Off, ma anche le immagini della campagna “Senza musica mai” contro i tagli ai fondi per lo spettacolo e la cultura, con i musicisti privati dei propri strumenti. Il Maggio prosegue a buon ritmo anche il 30 con l’inizio dell’integrale di tutti i Concerti per pianoforte e orchestra di Ludwig van Beethoven, che il festival propone sull’onda del successo riscontrato dall’integrale di Brahms in autunno. Sul podio ancora super-Mehta, alla tastiera un virtuoso del
calibro di Rudolph Buchbinder, capace di eseguirne ben tre in ogni serata: giovedì 30 aprile si potranno ascoltare il Secondo, il Quinto Concerto detto L’Imperatore e la Fantasia in do minore op.80; lunedì 4 maggio il Primo, il Quarto e il Terzo Concerto.
E non è tutto: è davvero il pianoforte il grande protagonista della prima parte del Festival, perché sabato 2 maggio vedrà il ritorno al Comunale del cinese Lang Lang, autentico fenomeno che, per il suo recital solistico reso possibile dalla collaborazione con gli Amici
della Musica di Firenze, ha scelto un programma che spazia da Schubert a Chopin, dal Debussy rarefatto e misterioso dei Préludes alla percussività etnica di Bartok. E sarà poi la volta di Lonquich, il 21 maggio.

Voto 9 

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