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  13/06/2026 - 00:58

 

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Richard Mason
Anime alla deriva
Torino, Einaudi ("Einaudi Tascabili"), 2001; pp. 356

 




                     di Paolo Boschi


La storia al centro di Anime alla deriva, romanzo d’esordio dell’ultimo giovanissimo fenomeno letterario anglosassone, Richard Mason, è di carattere sentimentale, come autorizza ad intendere il titolo stesso, e presentata attraverso un taglio rievocativo. Nonostante le vicende dei personaggi siano ambientate negli anni Novanta, il semplice espediente di rileggerle (o meglio di ricordarle) a quasi mezzo secolo di distanza conferisce alla trama una patina atemporale che, miscelata con la situazione da giallo (latente) dell’incipit, pone il lettore in una posizione straniante rispetto alla trama iniziale, creando un’atipica suspense à rebours (la fine è nota, ma resta la curiosità di sapere come ci si è giunti): il settantenne ex violinista James Farrell, osserva un tramonto sul mare tempestoso da una finestra dell’antica residenza di famiglia della moglie Sarah, ovvero Seton Castle, in Cornovaglia. La consorte, con la quale James ha vissuto nell’avito maniero le ultime quattro decadi lo ha appena lasciato vedovo: ma il protagonista, con abile rovesciamento, ci svela subito che è stato lui ad uccidere Sarah, neppure ventiquattr’ore prima e nonostante il suo carattere assolutamente pacifico. Resta solo da capire il perché dell’inopinato gesto omicida: per ricostruirne i motivi James Farrell dovrà ricordare e ricostruire eventi rimossi della propria gioventù, ritornando con la memoria a Londra, all’epoca in cui, poco più che ventenne, barcamenandosi per affermare in famiglia la sua vocazione per il violino, gli accadde d’incontrare la splendida Ella, vitale cugina di colei che sarebbe divenuta sua moglie, e d’innamorarsene perdutamente, a scapito delle rigide convenzioni dell’alta società londinese. Sul filo della reminiscenza Anime alla deriva passa in rassegna l’apprendistato artistico del giovane James, l’esplosione di un amore clandestino che aspira alla luce del sole, la nascita di un intensa amicizia virile col pianista Eric in un lungo viaggio a Praga – un’amicizia che per Eric si confonderà con l’amore e lo spingerà, dopo essere stato usato e rifiutato da James, al suicidio –, la scoperta della vena di fatale follia nella famiglia di Ella e Sarah, ed infine una tragedia incomprensibile che metterà fine alla storia di James ed Ella, destinata a trovare risposta quasi cinquant’anni più tardi. Sicuramente convincente sotto il versante narrativo, seducente sul fronte della scrittura, il romanzo d’esordio di Richard Mason ha diviso la critica per le sue latenti caratteristiche da soap opera letteraria. Senza dubbio un po’ di verve in più e meno pedanterie formalistiche avrebbero reso Anime alla deriva maggiormente intrigante e scorrevole: si tratta in ogni caso di un’opera che si fa leggere e che, pagina dopo pagina, finisce inevitabilmente per assoggettare la curiosità del lettore. D’altra parte, se (come pare) l’autore ha realmente scritto il suo romanzo d’esordio alla tenera età di diciotto anni, non si può che chiudere un occhio ed attendere fiduciosi prove più mature ed originali.

Richard Mason, Anime alla deriva, Torino, Einaudi ("Einaudi Tascabili"), 2001; pp. 356

Voto 7 

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