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  19/12/2018 - 14:27

 

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I libri di Giampiero Mughini
Un percorso umano, intellettuale e culturale
Compagni Addio, A via della mercede c'era un razzista, Dizionario sentimentale, La ragazza dai capelli di rame, Il grande disordine, Un secolo d'amore, La mia generazione

 




                     di Federico De Zigno


Mughini, presenta a Firenze la mia generazione
Mughini, la mia generazione?
Mughini, una breve biografia
I libri di Giampiero Mughini
Mughini, Il libro oggetto


Il percorso umano, intellettuale e culturale di Mughini si può evincere, oltre che dagli articoli e dagli interventi pubblici, dai suoi libri, autentiche testimonianze delle emozioni, delle passioni, delle idee della generazione che fu giovane nei Sessanta. Una generazione che e' ancora oggi l'ago della bilancia della cultura e della politica italiana e della quale Mughini è il più libero e valido rappresentante. Proprio alla passione politica dei Sessanta fa infatti riferimento il primo saggio del Nostro, quel Compagni Addio, pubblicato nel 1987, che tanta ostilità avrebbe suscitato in molti di quei compagni di lotte dai quali l'autore, individuati in tempi non sospetti i limiti della ideologia marxista e di un generico esistere solo per la politica, con dolore rabbia ed immutato affetto si allontanava. Dando l'addio al mondo dogmatico e limitante dell'estrema sinistra egli muove i primi passi per divenire quel libero pensatore, appassionato e nostalgico testimone del Novecento, della sua arte e delle sue giovinezze, che tanto ci entusiasma oggi.

Nel 1991 con A via della mercede c'era un razzista, Mughini racconta uno dei fenomeni giornalistici degli anni Trenta italiani più ostracizzati e rimossi nell'Italia del dopoguerra, quello della propaganda razzista voluta dal regime fascista, ed attuata dal giornalista Telesio Interlandi, direttore del giornale Difesa della razza, che del razzismo italiano fu il principale teorico. Nel tratteggiare, senza indulgere a generici revisionismi, ma neppure a preconcetti e facili linciaggi morali, la discussa figura di Interlandi, giornalista geniale, direttore di testate prestigiose, esaltato da Longanesi, osannato durante il fascismo e dopo maledetto e dimenticato, Mughini racconta a tutto tondo anche una Roma degli anni Trenta percorsa da fermenti culturali che appartengono a pieno titolo alla storia culturale del Novecento.

Con Dizionario sentimentale del 1992 Mughini rievoca i miti, le letture, i film e gli amori della sua generazione, in un dizionario di trenta voci. Con l'obbiettivo di trarre un bilancio di un epoca e di fare i conti con la propria storia personale culturale e politica, Mughini ricordando i miti del suo passato, traccia il ritratto di una stagione indimenticabile di passione politica, entusiasmi, cultura, desiderio e delusioni.

L'amour fou, l'eros, la crisi emblematica di una generazione, di un quarantenne che incontra la stravolgente forza dell'amore e del sesso, sono al centro dell'esordio nella narrativa di Mughini in un romanzo crudele, tenero e disperato, La ragazza dai capelli di rame del 1993. Ne e' protagonista un disilluso giornalista quarantenne, Sandro Ruta, innamoratosi di una ragazza dai capelli rossi che scatena in lui una lacerante passione. Ruta racconta, senza pudori, il gorgo che lo attrae e inghiotte e dove di volta in volta il sesso e' giuoco, desiderio, sogno, illusione, carne, fantasia, sadomasochismo, amore, odio e rimpianto.

Con Il grande disordine del 1999 Mughini racconta la storia degli anni Settanta, decennio che più di tutti ha cambiato l'Italia del dopoguerra. Rievocando la storia della violenza politica italiana - dalla strage di piazza Fontana e il delitto Calabresi attraverso il tunnel degli anni di piombo, fino al rapimento ed all'uccisione di Moro - descrivendo i nuovi costumi, la nascita delle radio libere, le giornate di Bologna, la moda, l'arredamento, la nuova consapevolezza della donna, l'evolversi del giornalismo con la nascita di nuove testate, fino all'Italia di Craxi, Mughini ci ricorda che la nostra realtà odierna e' più di quanto si creda figlia di quel decennio vitale, violento ed indimenticabile.

E' con Un secolo d'amore del 1999 che Mughini realizza per ora il suo libro più bello. Un percorso emozionante attraverso la cultura erotica del Novecento, dalla Barcellona di Picasso alla Parigi dei surrealisti e di Henry Miller, fino alla New York di Andy Wharol e della pop art, citando e ricordando la letteratura, il cinema, la grafica, l'arte erotica e la fotografia, dove giganteggiano potenti icone del desiderio come Brigitte Bardot, Betty Page, Bianca Jagger. Attraverso la storia dell'arte, della bellezza, del desiderio nel loro dispiegarsi negli ultimi cento anni, l'Autore rende un tributo pieno d'amore nostalgico e definitivo al secolo appena trascorso.

Con La mia generazione del 2002 infine Mughini, nel lasciare la casa di via della Trinita' dei Pellegrini culla dei suoi scritti e ricovero delle sue collezioni dove ha abitato per trenta anni, rievoca eventi ed amicizie dei quali il luogo e stato testimone. E' il pretesto per un'altra coinvolgente saga epocale e generazionale e personale, con protagonisti gli amici di una volta e quelli attuali invitati, mai in numero superiore a sei, per cena nella casa dove l'autore "ventenne acerbo e furente e' divenuto un uomo che non e' più di sinistra, ma neppure di destra, aperto a tutto fuorché ai cretini".

Voto 8 

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