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  07/12/2019 - 04:46

 

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Un viaggio chiamato amore
Regia di Michele Placido
Cast: Stefano Accorsi, Laura Morante, Alessandro Haber; drammatico/sentimentale; Italia; 2002; C.

 




                     di Paolo Boschi


Un viaggio chiamato amore
Romanzo criminale
Il grande sogno


L’ultimo film di Michele Placido racconta la vita sentimentale della scrittrice Sibilla Aleramo, nel dettaglio l’intensa e tormentata storia d’amore che la legò al poeta Dino Campana tra il 1916 e l’inizio del 1918. Sibilla, all’anagrafe Rina Faccio, è una splendida quarantenne passata per una gioventù difficile: la famiglia turbata dalla follia della madre (e dalle infedeltà del padre), un matrimonio riparatore con un gretto dipendente del padre ancora adolescente, la difficile decisione di abbandonare il marito ma anche l’adorato figlio Walter, che non potrà più vedere. A quarant’anni Rina è diventata Sibilla, ha esorcizzato il passato in un romanzo, Una donna, è una presenza della cerchia degli intellettuali fiorentini, ha avuto molti amanti, tutti scrittori. Il primo contatto di Sibilla Aleramo con Dino Campana avviene attraverso i suoi versi: avvertendo uno spirito affine al suo, Sibilla comincia a corrispondere con il giovane poeta, finché decidono di conoscersi. Tra i due l’amore sboccia a prima vista: teatro del colpo di fulmine è il paese della campagna toscana dove vive Campana, che subito avverte la visitatrice che sul proprio conto gira voce che è matto. Sibilla resta subito stregata dalla passione e dal fascino di Campana, che ha nove anni meno di lei ed ha appena pubblicato i Canti orfici tra la generale indifferenza dei critici: la stesura delle sue liriche – l’unico manoscritto originale fu perso da Ardengo Soffici, cui Campana l’aveva inviato chiedendo se fosse degno di pubblicazione –, ‘riscavate’ dalla memoria, ha messo a dura prova la sua mente. Inizia così una storia d’amore di grande afflato romantico ma marcata allo stesso tempo dall’instabilità emotiva del giovane poeta, il lato oscuro di Un viaggio chiamato amore – titolo del film e dell’epistolario su cui Placido ha basato la relativa sceneggiatura –, un viaggio sentimentale la cui ultima fermata per Campana sarà il manicomio di Castel Pulci, dove resterà internato fino alla morte. La relazione tra Campana e la Aleramo procede alternando frammenti della corrispondenza tra i due, squarci lirici di grande intensità e gli efficaci flashbacks dell’infelice passato della scrittrice, talora in libera sovrapposizione con la trama principale. Un viaggio chiamato amore è un film sicuramente arduo ed a tratti di difficile decifrazione, tutto giocato sulla recitazione dei due protagonisti, Laura Morante e Stefano Accorsi, entrambi intensi e bravissimi. Calzante e suggestivo il finale, illuminato da una lirica metafora (composta ma non stesa da Campana) che rapporta la storia d’amore alla caducità delle rose.

Un viaggio chiamato amore, regia di Michele Placido, con Stefano Accorsi, Laura Morante, Alessandro Haber; drammatico/sentimentale; Italia; 2002; C.; dur. 1h e 45'

Voto 7 

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