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  13/08/2022 - 23:57

 

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State of Play
Regia di Kevin Macdonald
Cast: Russell Crowe, Ben Affleck, Rachel McAdams, Jason Bateman, Robin Wright Penn, Jeff Daniels, Helen Mirren, Viola Davis; thriller; U.S.A.; 2009; C.

 




                     di Paolo Boschi


Ambientato ai giorni nostri, a Washington D.C., State of Play costituisce il primo esempio di thriller politico sfornato da Hollywood nell’era Obama. La carriera di Stephen Collins, avvenente quanto incorruttibile membro del congresso degli Stati Uniti, è decisamente in ascesa libera: presidente d’un comitato che ha la responsabilità di supervisionare le spese della difesa americana, il giovane politico è il candidato più accreditato per rappresentare il proprio partito nell’imminente corsa alla Casa Bianca. Capita però all’improvviso che Sonia Baker, la bella assistente (nonché amante segreta) di Collins, venga uccisa in modo brutale ed enigmatico (anche il suicidio figura nel novero delle ipotesi). A rimestare nel torbido per scoprirne i colpevoli proverà un cronista di nera del “Washington Globe”, Call McCaffrey, già amico di lungo corso di Collins: nonostante inizialmente non abbia neppure intenzione d’interessarsi a questo caso, decide di farlo quando scopre una connessione durante le ricerche per un altro omicidio di cui si sta occupando, apparentemente senza alcun punto di contatto con la tragica scomparsa di Sonia Baker. Affiancato nelle indagini dalla collega Della, una blogger del “Globe” che ha la metà dei suoi anni, McCaffrey riesce a portare alla luce una catena di verità (opportunamente insabbiate) e di responsabilità che rischiano di mettere in crisi i massimi vertici dello stato. Questo pimpante thriller giornalistico d’inchiesta – dotato di un ritmo in crescendo pari al notevole Fino a prova contraria di (e con) Clint Eastwood – è tutto affidato alla capaci spalle di un imbolsito Russell Crowe, che regala integrità e cuore al suo protagonista, un giornalista vecchio stampo con una dimessa esistenza da lupo solitario ed una Saab scassato e vecchissima, uno che non sopporta le chiacchiere né i blog, ma disposto a consumarsi le scarpe per ascoltare una fonte e ricostruire la verità. Paradossalmente le circostanze lo costringeranno a far causa comune con una giornalista stile terzo millennio giornalisticamente agli antipodi rispetto a lui, abile nell’utilizzare le tecnologie più moderne ma poco propensa a sporcarsi le mani con il lavoro sul campo: i due colleghi esemplificano dunque il contrasto tra il giornalismo del passato recente e quello del momento, con la complicità della cinica direttrice del “Globe” (una bravissima Helen Mirren) che la nuova proprietà del giornale ha messo alle corde in fatto di vendite – spesso inversamente proporzionali alla qualità ed all’integrità degli articoli pubblicati –. Basato sull’omonima miniserie trasmessa nel 2003 dalla BBC, State of Play è un thriller ricco di suspense e dotato di una sceneggiatura briosa ed intelligente che anche Alfred Hitchcock avrebbe apprezzato per la sua capacità di tener desta l’attenzione del pubblico nonostante la progressiva complicazione del mosaico narrativo, che non smetterà di stupirci con i suoi sviluppi fino all’ultima sequenza, ça va sans dire. State of Play ci consegna una condivisibile morale: quando (troppo) denaro entra in gioco, non c’è codice etico che tenga, tanto che l’integrità, l’amore e la vita di chiunque sono sempre in pericolo. Dirige con brio il notevole cast il talentuoso regista de L'ultimo re di Scozia. Da segnalare anche i curiosi titoli di coda in cui potremo seguire l'itinerario del giornale dalla composizione alla distribuzione passando attraverso le varie fasi di stampa. Etico, avvincente, intrigante: da non perdere.

State of Play, regia di Kevin Macdonald, con Russell Crowe, Ben Affleck, Rachel McAdams, Jason Bateman, Robin Wright Penn, Jeff Daniels, Helen Mirren, Viola Davis, Katy Mixon, Maria Thayer; thriller; U.S.A.; 2009; C.; dur. 2h e 5’

Voto 8 

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