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  25/08/2019 - 05:13

 

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Rosebud Films
Piccoli registi indipendenti alla riscossa
La casa di produzione gestita da Rita Andreetti e Mirco Sgarzi

 




                     di Matteo Merli


La Rosebud Films è una piccola casa di produzione, gestita con  dedizione da Rita Andreetti e Mirco Sgarzi, dimostrando una volontà d’intenti che alla loro giovane età è sintomo di una passione indomita aperta alla contaminazioni esterne. Il loro scopo è quello di produrre cortometraggi, videoclip, lungometraggi e altre forme artistiche che hanno a che vedere con l’audiovisivo. Come dicono anche loro, la meta da raggiungere è quella di aiutare giovani creativi a sviluppare le proprie idee, soggetti e sceneggiature per poi vederli realizzati e dare supporto a tutti quelli che vogliono operare nel campo della produzione cinematografica indipendente. Provenienti entrambi dal corso di laurea in “Tecnologo della Comunicazione Audiovisiva e Multimediale” presso l’Università di Ferrara partecipano entrambi nel 2003 al docu-fiction di Antonio Ciano dal titolo Apertura: diverse abilità, e da quel momento prende vita l’intenzione di proseguire sulla strada del cinema. Rita Andreetti e Mirco Sgarzi applicano il loro sguardo in una visione che s’infrange sul vissuto, nelle dinamiche di un sperimentalismo scevro da vacui formalismi, concentrando l’espressione primigenia attraverso il quadro dell’immagine. La visione diventa elemento di scavo non solo nel complesso filmico, ma anche nel svelare il desiderio conturbante dello smarrirsi o perdersi nelle trame del inconscio. Sogni, codiretto da entrambi, racconta il delinearsi di un rifiuto, che diventa lo scarto visionario in cui il protagonista intrappola la sua esistenza, per trovare la libertà in un gesto risolutore. In BigAhi, invece il mezzo cinematografico diventa l’artefice del campo in cui si colloca l’attore, presenza comica e burlesca di un risveglio mattutino, dove la presenza della videocamera assurge ad elemento diegetico, filmando il presente e inquinando lo spazio vitale: unico scopo e la ribellione da questo diktat per ritornare alla naturale e sorridente normalità. Nelle ultime opere, Mirco Sgarzi ha assunto a pieno titolo la responsabilità della regia, realizzando il suo ultimo corto, Il prezzo dell’immortalità, che parte dalle parole di Ugo Foscolo riguardanti la poesia soggetta a una doppia immortalità: la prima avvolge colui o colei che funge da soggetto dell'opera, mentre la seconda spetta all'autore. In questo senso, la figura del poeta, sintetizza un animo spezzato da una tragedia, che prende il sopravvento attraverso il ricordo, lasciando la sua mente ancorata ad un desiderio d’immortalità per la figlia amata. Mentre per  Rita Andreetti, in Message is the sound Sound is the message, codiretto in coppia con Katya C. Greco dietro la macchina da presa, licenzia un opera dove il suono genera l’andamento lieve della vita, come la musica si produce in attimi brevi ed intensi.Il videoclip Looking for a blow bubble ne è la prosecuzione tematica, dove l’incessante fragilità dell’essere, ha bisogno di un luogo sicuro dove la serenità possa riconquistare la mente e il corpo, sulle note dei Desaparecidos. Ne consegue che lo stile di entrambi sta maturando, per una consapevolezza artistica autonoma: da una parte si comprende il tocco metafisico, teso a rendere visibile il perturbante magma dell’io umano di Mirco Sgarzi, dall’altra si nota il disincanto cognitivo del quotidiano, con una vivace forma dei sentimenti atti a comprendere la verità fuggevole dell’esistere. La strada davanti a loro è piena di nuove sfide, ma la caparbietà del loro operato vive di luce propria, e per questo che non si fermeranno, pronti a mettere in gioco la loro forma cinema. I nuovi progetti riguardano un corto, Virus, per la regia di Mirco Sgarzi e il Bistròt dei cineasti indipendenti per Rita Andreetti, e per chi vuole saperne di più sulle loro iniziative o contattare i diretti interessati, possono recarsi sul sito: www.rosebufilms.it . Un in bocca al lupo a questi piccoli capitani coraggiosi della nostra farraginosa cinematografia, che spesso e volentieri vive solo di luce riflessa, lontana dai desideri delle giovani promesse.

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