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  19/02/2020 - 18:40

 

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River to River
Hellaro, Badla e Kandasamys: The Wedding
I 3 film simbolo del Florence Indian Film Festival 2019
Il primo, che racconta la condizione femminile in India nel 1975 ha vinto il premio River to River Audience Award 2019 per il Miglior Film, il secondo è un thriller con i fiocchi e il terzo racconta con ritmi in salsa Bollywood un matrimonio indiano in Sudafrica

 




                     di Giovanni Ballerini


River to River 2019: 3 film simbolo
River to River 2019: la diciannovesima edizione


Fra i meriti del River to River Florence Indian Film Festival - che da sempre racconta il volto dell’India oggi e da 19 anni si svolge con il Patrocinio dell’Ambasciata dell’India, sotto l’egida di Fondazione Sistema Toscana e con il contributo di Regione Toscana, Comune di Firenze, Ente Cassa di Risparmio di Firenze e Sensi Contemporanei Toscana per il Cinema e di privati – c’è sicuramente quello di consentire, tramite i film selezionati, di fare il punto su una scena variegata e vitale come quella del cinema indiano. Anche in questa edizione 2019 del River to River, che dal 5 al 10 dicembre si è tenuta al cinema La Compagnia di Firenze e in vari spazi della città, è apparso chiaro che ormai le produzioni non sono più solo Bollywood oriented, ma spaziano nei generi, nei toni e nei confini geografici. A testimonianza di questo abbiamo scelto tre fra i film in programma (due in concorso) che esaltano la poliedricità di questa scena artistica col vento in poppa: Hellaro, Badla e Kandasamys: The Wedding. I film vincitori e una selezione del Best Of dell'edizione 2019 del River to River, nel corso del 2020 saranno proiettati a Milano a presso lo Spazio Oberdan (viale Vittorio Veneto, 2) e all’Isola del Cinema di Roma. Ma ora qualche notizia in più sui film che segnaliamo:
“Racconto la condizione femminile in India attraverso una tradizione popolare. Il mio invito al pubblico è comunque quello di vedere il film per riconoscere quali sono gli elementi più universali e quali più legati alla cultura indiana – sottolinea a proposito di Hellaro, Abhishek Shah, il regista originario del Gujarat, per la sua prima volta in Italia -. Ho un’amica che nonostante sia istruita non può mettere le sue immagini su Facebook quindi anche se questa storia si svolge nel ’75 e adesso non avrebbe luogo in questo modo, so bene che in altri paesi questa condizione ancora esiste e per questo racconto questa storia fatta di autoespressione e talvolta di separazione”. Hellaro, già vincitore del 66th National Award per Best Feature Film e dello Special Jury Mention for Best Actress, assegnato alle dodici interpreti femminili, ha un fascino fuori dal tempo e si concentra sulle donne raccontando una storia molto umana in cui è facile potersi riconoscere. “Questo gruppo di donne - ha raccontato il cineasta Shah - è composto da vari personaggi: la vedova, la giovane che non sa ballare, la donna incinta che subisce un aborto. Tutte queste figure creano piccole storie che in qualche modo possono esistere in tanti Paesi del mondo”. E, se questo film sul patriarcato e sulla ribellione al femminile (Hellaro) ha vinto il premio River to River Audience Award 2019 per il Miglior Film, “My home India” di Anjali Bhushan quello come miglior documentario, mentre il premio per il miglior corto è andato a “Seher” di Sachin Aggarwal, a noi è piaciuto molto anche un lungometraggio del 2019 ricco di colpi di scena come Badla, che vanta come protagonisti la star indiana Tapsee Pannu e l’ osannato divo Amitabh Bachchan. Il regista Sujoy Ghosh si è cimentato con un genere, il thriller giudiziario, poco frequentato dal cinema indiano e ha vinto alla grande la sua scommessa con un lavoro dalle suggestioni teatrali che funziona a meraviglia e intriga lo spettatore sia per il ritmo, che per l’eleganza della narrazione. Divertente e multicolore anche la South African Indian comedy del 2019 Kandasamys: The Wedding, la love story raccontata dalla regista Jayan Moodley, che ben rappresenta il sequel di Keeping up with the kandasamys, che nel 2017, grazie anche alla vivace interpretazione dei bravi Jailoshini Naidoo, Maeshni Naicker, Madhushan Singh e Mishqah Parthiephal fu il primo film indiano sudafricano ad essere proiettato ampiamente nei cinema. E, con oltre 16 milioni di dollari, il film con il più alto incasso in Sud Africa del 2017 e il film con il più alto incasso sudafricano al mondo nello stesso anno. Anche Kandasamys: The Wedding ha le carte in regola per farsi valere al botteghino e divertire le platee con il riuscito plot, le battute e la spettacolarità di un matrimonio in salsa Bollywood.

Voto 8 

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