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  16/12/2017 - 12:11

 

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Liv Tyler Profile
Cronaca di una star annunciata...
Una figlia d'arte dai grandi numeri

 




                     di Paolo Boschi


Il signore degli anelli: La compagnia dell'anello
Un corpo da reato
Il Dr. T e le donne
Plunkett & Macleane
La fortuna di Cookie
Tutti dicono I love you
Io ballo da sola


Se c’è un nome da tener d’occhio nel variegato firmamento hollywoodiano, è sicuramente quello della giovane (e bellissima) Liv Tyler, nata il primo luglio 1977 a Portland, nel Maine, figlia d’arte del cantante degli Aerosmith Steven Tyler. In realtà Liv ha scoperto il nome del suo vero padre relativamente tardi, ad oltre dieci anni, quando la madre, Bebe Buell, nota fotomodella negli anni Settanta, le ha rivelato che si trattava di Tyler: prima la ragazza pensava d’esser figlia della rockstar Todd Rundgren. Non ci sono stati traumi di sorta: Liv si è limitata a cambiare cognome stabilendo fin da subito un ottimo rapporto con il frontman degli Aerosmith, anzi rallegrandosi d’avere a disposizione due papà con cui festeggiare il Natale. Dopo aver tentato di calcare le orme materne come modella alla tenera età di 14 anni, la bella Liv ha scoperto di non amare la macchina fotografica ed ha tentato la strada del cinema. La sua prima parte è in Rosso d’autunno, un intrigante giallo psicologico diretto da Bruce Beresford nel 1994, nel quale Liv interpretava, al fianco di Richard Dreyfuss e Linda Hamilton, la parte di Sylvie Warden, unica testimone del massacro dei propri genitori con il fratellino autistico, probabilmente il ruolo più complesso del plot. Dopo il buon esordio sul grande schermo, l’anno successivo Liv prende parte a Dolly’s restaurant e Empire Records, che arriveranno in Italia sull’onda del successo di Io ballo da sola di Bernardo Bertolucci, del 1996: la prima grande occasione per Liv Tyler, scelta come protagonista in un film d’autore che la lancerà come attrice-rivelazione. Non a caso partecipa a Tutti dicono I love you di Woody Allen, ma il suo piccolo ruolo viene tagliato dal montaggio finale, non per la sua performance ma perché il regista newyorchese aveva deciso di sopprimere quella parte. Da Io ballo da sola in poi la strada è comunque in discesa: nel 1996 interpreta Faye Nolan in Music Graffiti di Tom Hanks, mentre nel 1997 è Pamela Abbott in Innocenza infranta ed ottiene una piccola parte (la ragazza della stazione) in U-Turn - Inversione di marcia di Oliver Stone. Lo stesso anno la rivista “People” la inserisce tra le cinquanta donne più belle su scala mondiale. Nel 1998 lavora al primo blockbuster, Armageddon di Michael Bay, in cui Liv Tyler interpreta il personaggio di Grace Stamper al fianco di attori del calibro di Bruce Willis, Ben Affleck, Steve Buscemi e Will Patton. Lo stesso anno la figlia di Steven Tyler – che, nel frattempo, ha constatato che la sua band non poteva più permettersi il lievitato cachet di Liv per i video degli Aerosmith – ha preso parte ad altri due film di buon livello: ha interpretato Lady Rebecca in Plunkett & MacLeane di Jake Scott ed è stata Tatyana Larina al fianco di Ralph Fiennes in Onegin di Martha Fiennes. Nel 1999 è... se stessa in Franky goes to Hollywood ed è scelta dal grande Robert Altman per la parte della ruvida Emma Duvall ne La fortuna di Cookie, mentre l’anno successivo Altman la richiama per Il Dr. T e le donne (è Marilyn, l’ex della figlia che si sposa) ed interpreta Jewel, l’atipica (e turbolenta) protagonista di Un corpo da reato, al fianco di Matt Dillon, Michael Douglas e John Goodman. A fine 2001 la vedremo in uno dei film più attesi del periodo natalizio, la prima parte della trilogia de Il signore degli anelli firmata da Peter Jackson: Liv Tyler vestirà i panni della guerriera elfica Arwin Undoviel anche ne Il signore degli anelli: le due torri e Il signore degli anelli: il ritorno del re, seconda e terza parte della fantastica saga della Terra di Mezzo, in programmazione rispettivamente nel 2002 e nel 2003. Niente male per una splendida ventiquattrenne...

Voto 7½ (per adesso...) 

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