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  26/02/2020 - 23:28

 

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Un corpo da reato
One night at McCool's
Regia di Harald Zwart
Cast: Liv Tyler, Matt Dillon, John Goodman, Michael Douglas, Paul Reiser; commedia; Usa; 2001; C

 




                     di Paolo Boschi


Un corpo da reato
The Karate Kid: La leggenda continua


Con un titolo come Un corpo da reato, ci si potrebbe accostare all'opera prima di Harald Zwart, regista pubblicitario, con qualche (giustificabile) pregiudizio critico. In realtà si tratta di un film che qualche sorpresa in serbo ce l'ha, politicamente molto scorretto (il che è forse più un merito che una colpa), abbastanza divertente, con un discreto ritmo, qualche battuta ben piazzata ed un linguaggio 'promozionale' volutamente autoironico. Protagonista assoluta (tanto a livello simbolico che squisitamente corporale) è una splendida Liv Tyler, che incarna a perfezione la rossa Jewel, una prorompente giovane donna che, nel breve volgere della storia, incasinerà irreversibilmente la vita di tre prototipi diversi di maschio contemporaneo: un giovane e scalcinato barista (tipo casual), un avvocato in carriera felicemente sposato con prole (tipo rampante) ed un maturo ispettore vedovo inconsolabile (tipo classico), per tacere di un quarto possibile modello - un irresistibile Michael Douglas in versione killer prezzolato con ciuffo alla Elvis (tipo alternativo) -. Un corpo da reato prende avvio nella classica notte apparentemente normale: Randy, il barista di cui sopra, 'salva' una splendida sconosciuta brutalmente scaricata dal trucido di turno e poi la porta a casa perché comprensibilmente turbata. Dopo una selvaggia performance erotica l'ingenua Jewel, che ha già notato che la scalcinata villetta del ragazzo ha un certo potenziale, gli rivela il giochino: tra poco arriverà il trucido di prima a svaligiargli la casa. Il furto si verifica secondo copione, ma il trucido come corpo morto cade per l'imprevisto intervento di Jewel, che ha deciso di dare una svolta casalinga alla propria vita: a qualunque costo perché, dato che il suo giovane compagno è disoccupato, organizza seratine con vari riccastri per consentire al partner di rapinare i relativi appartamenti finché, cercando di mettere le mani sul gadget imprescindibile per una casa da rivista specializzata (ovvero il Dvd), ci scappa il secondo morto della serie. Storia banale? Anzi, complicata, perché nel frattempo Jewel ha assecondato la perversa libido sado-maso del cugino di Randy, l'avvocato di cui sopra, come pure del corpulento ispettore che sta investigando sul presunto omicidio per legittima difesa della sera in cui è partito il plot (la ragazza gli ricorda l'amata moglie defunta). Se aggiungete che intanto al buon Randy è stato intimato di lasciare la sua casa per presunte percosse alla fidanzata (rimasta a presidiare l'ambita alcova familiare) e che lui ha cercato un killer per risolvere la cosa, la storia diventerà ancora più complicata. Anche perché Zwart ce la mostra dai tre distinti punti di vista dei protagonisti maschili: l'ex barista che si confida con l'amabile killer, l'avvocato rampante ad una psichiatra e l'ispettore che si confessa dal prete di fiducia, ognuno rileggendola a modo suo. Nel complesso Un corpo da reato supera le aspettative, soprattutto sul fronte registico - notevole la sequenza da spot in cui Jewel lava una macchina irretendo definitivamente un allibito John Goodman - e citazionistico - l'irato fratello di una vittima è vestito tale e quale a Michael Douglas in Un giorno di ordinaria follia -. Una via di mezzo tra Tutti pazzi per Mary e Cose molto cattive, con una Liv Tyler da sogno e da incubo al tempo stesso.

Un corpo da reato - One night at McCool's, regia di Harald Zwart, con Liv Tyler, Matt Dillon, John Goodman, Michael Douglas, Paul Reiser; commedia; Usa; 2001; C.; dur. 1h e 33'

Voto 7- 

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