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  27/02/2020 - 20:35

 

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Baaria
Regia di Giuseppe Tornatore
Cast: Francesco Scianna, Margareth Madé, Salvatore Ficarra, Valentino Picone, Ángela Molina, Lina Sastri, Nicole Grimaudo, Enrico Lo Verso, Luigi Lo Cascio; drammatico; Ita./Fran.; 2009; C.

 




                     di Paolo Boschi


Baaria
La sconosciuta
Malèna
La leggenda del pianista sull'oceano


S’intitola Baaria l’ultima fatica di Giuseppe Tornatore dietro la macchina da presa – e da scrittore, dato che ne ha firmato anche la monumentale sceneggiatura – e racconta l’epopea di una famiglia siciliana di Bagheria – Baaria è appunto il nome in dialetto della città natale del regista – nell’arco di almeno tre generazioni tratteggiate nel corso del Novecento. Si tratta di un vero e proprio kolossal che con impeccabile attenzione (ed un budget di oltre venti milioni di euro) ha ricostruito in terra di Tunisia una Bagheria del passato più vera di una fotografia virata in seppia: non avrebbe potuto essere altrimenti considerando che l’attuale aspetto della cittadina nei pressi di Palermo – che s’intravede nelle sequenze finali del film – è radicalmente diverso da quello del secolo scorso. Baaria ha costituito l’evento d’apertura dell’ultimo Festival del Cinema di Venezia, un onore che non spettava da tempo ad un film italiano, ed alla kermesse lagunare ha fatto discutere sia pubblico che critica soprattutto per il complesso ed originale taglio narrativo. È una storia corale nel senso più ampio del termine: l'ottica privilegiata attraverso cui Tornatore rilegge varie decadi del Novecento a Bagheria è quella di Peppino Terranova, un ragazzo che comincia a sognare fin dall'infanzia passata a sorvegliare le pecore con un pastore che gli svela il magico segreto delle tre cime rocciose che, se colpite con un unico lancio, gli sveleranno l'ubicazione di un tesoro favoloso. Continua con la sua adolescenza passata prima col paese in mano ai gerarchi fascisti, quindi sotto ai bombardamenti della seconda guerra mondiale, cessati con la liberazione. Il dopoguerra ci svela invece l'apprendistato politico di Peppino – che abbraccia con entusiasmo l’ideologia comunista che l’accompagnerà nella vita – e la scoperta dell'amore, con il tortuoso corteggiamento della splendida Mannina, conclusosi esattamente all'incontrario della consueta "fuitina" di marca sicula e con il successivo matrimonio riparatore. Peppino continua a seguire più che altro la strada dell'impegno politico sotto il vessillo del Pci e contro la mafia, mentre nel frattempo la famiglia cresce numerosa e felice, i braccianti di Bagheria progressivamente prendono coscienza di se stessi e cominciano a lottare per i propri diritti. E nel frattempo col passare degli anni assistiamo a lutti, incidenti, lotte e cambiamenti sociali. Proprio quando la storia ci parrebbe avviata ad una conclusione struggente e sfumata, Tornatore mischia le carte ed incrocia la linea narrativa principale con quella di partenza, facendola infine confluire nel presente, hic et nunc, verrebbe da dire. Magari era semplicemente un sogno ad occhi aperti o, chissà, una seconda possibilità pescata all'ultimo tuffo grazie ad un lancio fortunato e ad una vecchia leggenda la cui veridicità nessuno era mai riuscito a verificare. Fatto sta che nonostante la complessità narrativa di , Tornatore ci incanta con la velocità del flusso delle sequenze, sommergendoci con la dirompente coralità di un cast che assortisce due interpreti poco noti (Francesco Scianna e Margareth Madé) nei ruoli principali ad un vero e proprio stuolo di attori affermati del cinema italiano nei ruoli secondari: da segnalare in tal senso almeno un inedito Aldo Baglio e soprattutto lo sfuggente ma sensualissimo cammeo che Monica Bellucci, già Malèna per Tornatore, regala ad una classe di fortunatissimi studenti dei bei tempi andati –. Nonostante queste oggettive difficoltà di fruizione ed una durata che lavora lentamente ai fianchi anche l'incallito cinefilo, Baaria incanta e cattura con la malinconica meraviglia del racconto comune del passato di una città, con la struggente colonna sonora del solito, immenso Ennio Morricone, con una fotografia calda ed avvolgente che letteralmente ci catapulta nei meandri del Novecento siciliano. Senza contare le innumerevoli riflessioni teoriche che il film innescherà in molti spettatori all’uscita dalla sala, magari confusi ma animati dall'ardente desiderio di razionalizzare a loro uso e consumo la storia. E forse la vera grandezza di Baaria sta proprio qui: nell’offrirsi subito al pubblico con la sua caratura di classico che non finisce mai di dire quel che ha da dire...

Baarìa, regia di Giuseppe Tornatore, con Francesco Scianna, Margareth Madé, Salvatore Ficarra, Valentino Picone, Ángela Molina, Lina Sastri, Nicole Grimaudo, Enrico Lo Verso, Luigi Lo Cascio, Nino Frassica, Aldo, Leo Gullotta, Beppe Fiorello, Vincenzo Salemme, Nino Frassica, Giorgio Faletti, Monica Bellucci, Raoul Bova, Laura Chiatti; drammatico; Ita./Fran.; 2009; C.; dur. 2h e 30’

Voto 7/8 

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