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  01/10/2022 - 19:22

 

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Il favoloso mondo di Amélie
Regia di Jean-Pierre Jeunet
Cast: Audrey Tautou, Mathieu Kassovitz, Rufus, Yolande Moreau, Artus de Penguern; Fran./Germ.; 2001; C.
Una coloratissima favola ad occhi aperti

 




                     di Paolo Boschi


Il fenomeno Amélie Poulin
La recensione
La colonna sonora di Yann Tiersen
L'esplosivo piano di Bazil


Prendiamo una bambina che cresce in una famiglia un po’ anomala, con un padre apatico ed una madre nevrotica – una combinazione talmente micidiale che il pesciolino rosso di casa tenta in continuazione il suicidio –. Aggiungiamo che il padre, medico, ha scambiato per tachicardie i ripetuti batticuori della figlioletta durante la visita di controllo mensile, per la piccola unico momento di contatto fisico col genitore: così la bambina, che si chiama Amélie Poulain, cresce isolata, senza frequentare la scuola, con l’unica compagnia della madre, maestra. Pare normale che una bambina, con simili presupposti, finisca per costruirsi un mondo tutto suo, soprattutto quando resta orfana della madre ed il padre pare dedicarsi soltanto ad un mini-mausoleo da giardino per la defunta consorte. Trasferitasi a Parigi, la ventenne Amélia trova impiego in un bar-tabacchi che è un variopinto crocevia d’umanità ma continua a sognare ed a porsi quelle domande assurde che nessuno si pone normalmente (della serie: quanti orgasmi si stanno verificando in questo momento a Parigi?). Ad innescare il plot de Il favoloso mondo di Améliefilm che può vantare uno dei più stravaganti approcci ambientali di sempre– è la scoperta, fatta da Amélie la sera della tragedia di Lady D, della vecchia scatola dei giochi nascosta nell’appartamento da un bambino negli anni Cinquanta: la giovane protagonista decide infatti di diventare la paladina dei diseredati e degli infelici, ed il latente mentore delle sue operazioni umanitarie sarà un vecchio inquilino dalle ossa di vetro, pittore per hobby da anni dedito alla riproduzione dello stesso quadro di Renoir. A distoglierla della missione sarà invece l’amore casuale per un commesso di sexy shop che ha l’hobby di recuperare le fototessere scartate dalle cabine fotografiche delle stazioni. Da Jean-Pierre Jeunet, autore di Delicatessen e Alien. La clonazione, una coloratissima favola ad occhi aperti capace di scavare nelle ordinarie esistenze di personaggi ordinari ma straordinari, grazie ad una regia movimentata e frammentaria ed alla lente divergente dell’ironia. Molti i momenti esilaranti ed ancor più le invenzioni escogitate da Amélie per risolvere i problemi dei suoi protetti o i trucchi sanzionatori per correggerne i difetti: una lettera costruita previo collage epistolare e fatta recapitare trent’anni dopo per rinfrancare la portinaia sull’onestà del marito fedifrago, un amore costruito a tavolino per accostare l’ipocondriaca collega tabaccaia ad un avventore schizzato ossessionato senza ritorno per un’altra collega, un tour mondiale organizzato per un nano da giardino (divenuto la mania fissa del padre) per spingere il genitore a viaggiare. Il favoloso mondo di Amélie, che contenderà a La stanza del figlio di Nanni Moretti l’Oscar per il miglior film straniero, in Francia, come pure negli States, è diventato, oltre che un campione d’incassi, un vero fenomeno di costume. Nel cast d’obbligo segnalare l’interpretazione della deliziosa esordiente Audrey Tautou, come pure le prove del regista Mathieu Kassovitz e di Rufus, un caratterista molto caro a Jeunet.

Il favoloso mondo di Amélie - Le fabuleux destin d'Amélie Poulain, regia di Jean-Pierre Jeunet, con Audrey Tautou, Mathieu Kassovitz, Rufus, Yolande Moreau, Artus de Penguern; commedia; Fran./Germ.; 2001; C.; dur. 2h

Voto 8 

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