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  24/09/2018 - 10:22

 

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Femminili Presenze
Mostra internazionale d’arte contemporanea
Caputo, Cristian Ceccaroni, Santi D’Anna, Benjamin Dagdag (FILIPPINE), Francesca Della Monica (SVIZZERA), Riccardo Fiorentini, Amerigo Lanza, Gisella Moreschi, Omar Paolucci, Claudia Piccoli, Pietro Scagliarini, Agostino Scantamburlo, Irene Scovero, Enrico Thanhoffer, Marco Trogi, Agnès Weber (FRANCIA), Elisabetta Zara
Dal 3 al 17 ottobre 2008 allo Chez Gaby Art Café Via Santa Croce 2 Torino

 




                     di Giovanni Ballerini


Come essere indifferenti alle Femminili presenze? Femminili ricordi sfumati nell’aria, femminili echi rapiti da un vento di colori, femminilità raccolta o impudente: è questo l’universo iconografico attorno a cui ruota il progetto espositivo presentato dall’ Associazione Artigianando nell’Arte.
La mostra Femminili presenze, a cura del critico e storico dell’arte Sabrina Falzone, è un omaggio alla donna, alla sua presenza fisica e intellettuale, omaggio che gli artisti selezionati hanno saputo esprimere con originalità creativa e finezza d’esecuzione.
C’è chi è riuscito a comunicare una visione profonda della femminilità in maniera sottilmente concettuale, ne costituisce un esempio sia la dialettica ricerca chiaroscurale di Mattia Borghi, sia i suggestivi dettagli scultorei in bianco e nero di Irene Scovero, fino ad arrivare alle melodie degli scatti della francese Agnés Weber. Ma c’è anche chi si è incamminato su un percorso estetico-conoscitivo: è il caso di Cristian Ceccaroni e Gisella Moreschi, le cui delicate tonalità si accendono di tinte esultanti nei lavori di Gianni Bruson, dell’americana Amy Cohen Banker e di Pietro Scagliarini.
L’eleganza è donna nelle opere di Elisabetta Zara e del filippino prodigio Benjamin Dagdag. Una sagoma muliebre affiora solitaria in una nube lattea in “Fuori dall’ombra”, eseguita da Santi D’Anna. Nella tela intitolata “Locuste” di Monica Caputo si coglie, invece, con estrema sensibilità il dilemma dell’esistenza femminile, nota drammatica che viene stemperata dalla ricerca artistica di Jamila Campagna.
Fluttuano nel blu marino le figure muliebri di Riccardo Fiorentini, che acquistano un carattere sensuale nei nudi artistici di Francesca Della Monica, Marco Trogi e Amerigo Lanza.
Innovativa è l’immagine femminile proposta da Agostino Scantamburlo, che ne esalta le qualità formali mediante l’impiego del rame. Sono donne moderne quelle ritratte da Omar Paolucci, che appaiono più forti e disinvolte.
L’astrazione, infine, raggiunge l’apice rappresentativo con la produzione artistica di Claudia Piccoli ed Enrico Thanhoffer. Femminilità variegate, estrose o delicate primeggiano così sulla scena iconografica di questo nuovo progetto espositivo. Il 3 ottobre, nel corso dell’inaugurazione, presentazione critica di Sabrina Falzone, premiazioni del Concorso Internazionale di Fotografia Giuseppe Vanetti, ospiti d’onore: Antonella Iozzo, critico della rivista BluArte e Nadia Presotto, giornalista del Corriere dell’Arte.

Voto 7 + 

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