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  21/10/2017 - 06:50

 

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La pasión según Carol Rama
200 opere della pittrice torinese
Una sfida alle narrazioni dominanti della storia dell'arte che sprona la ridefinizione di concetti e narrazioni
Al Macba, Museu d’Art Contemporani de Barcelona, dal 31 ottobre 2014 al 22 febbraio 2015

 




                     di Giovanni Ballerini


La pittrice torinese Olga Carol Rama, classe 1918, è un artista di primo piano, una irriducibile creativa, sicuramente una delle pittrici più irriverenti del Novecento. Alla sua visione innovatrice è dedicata la mostra La pasión según Carol Rama che il Macba (Museu d’Art Contemporani de Barcelona) organizza dal 31 ottobre 2014 al 22 febbraio 2015.   Questa mostra curata da Teresa Grandas e Beatriz Preciado, progettata dal Museo di Arte Contemporanea di Barcellona (MACBA) e il Musée d'Art Moderne de la Ville de Paris ( MAMVP), organizzato dal MACBA e co-prodotto con Musées PARIS / MAMVP, EMMA - Espoo Museum of Modern Art, Museo Irlandese d'Arte Moderna, Dublino (IMMA) e GAM - Galleria Civica d'Arte Moderna e Contemporanea, Torino, si propone di dare visibilità non solo al lavoro di Carol Rama, ma intende anche sfidare le narrazioni dominanti della storia dell'arte spronando la ridefinizione di concetti e narrazioni. In particolare la mostra apre un focus sul lavoro di Carol Rama dal1936 al 2006, dando vita a una sorta di anti-file che mira a ricostruire le avanguardie del XX secolo e propone 200 opere dell’artista torinese, creazioni che rappresentano un percorso artistico che ha superato di slancio i sessant’anni d’attività.
Nei suoi primi anni trenta acquerelli, Carol Rama inventa (e porta avanti) una propria grammatica visiva che contrasta con le rappresentazioni della sessualità della modernità: il corpo femminile mutilato, allo stesso tempo minaccioso, violato per contrasto evoca un irriducibile, attivo e vitale desiderio. La tavolozza carnale del fauvismo serve a sostenere una proposta sovversiva: l'intensità del colore riservato alla vulva o della lingua denota la resistenza del corpo alle forze che dominano e le istituzioni che soggiogano. Il messaggio che sta dietro queste opere rappresenta una costante nel lavoro di Rama che si specchia nelle mappe del desiderio dissidente, schemi inconsci, con evidenti strategie di resistenza alla normalizzazione.
L’astrazione per la Rama negli anni Cinquanta (Carol   partecipa con lavori astratto-concreti alla Biennale di Venezia del 1948 e del 1950) si avvicina all'informalità e negli anni Sessanta allo spazialismo (con la creazione di collage e mappe organiche fatte di occhi e unghie, cannule, segni matematici, siringhe e collegamenti elettrici) e con un materiale -immagine prodotto con pneumatici di gomma negli anni settanta. Negli ultimi anni, Carol Rama approccia l'uso della forma. Inventa sensurrealismo, specifico viscerale-porn art brut, astrazione organica. Oggi il suo lavoro viene considerato un prerequisito per capire le mutazioni del XX secolo e l'opera successiva di artisti come Cindy Sherman, Kara Walker, Sue Williams, Kiki Smith e Elly Strik artista.

Voto 8 

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