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  22/09/2017 - 17:18

 

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Scanner - arte
 


Barcellona
Un salto nell’arte contemporanea
C'è l'imbarazzo della scelta
L’itinerario di Scanner: parte dal Museu Picasso, dalla Fundació Joan Mirò e dalla Fundació Antoni Tàpies per approdare al MACBA e CCCB

 




                     di Giovanni Ballerini


La Barcellona dell’architettura modernista
Barcellona: Un salto nell’arte contemporanea
Eulalia Grau al Macba
Lawrence Weiner al MACBA
Roberto Bolaño al CCCB


Fare un salto nell’arte contemporanea è più intrigante se lo si fa a Barcellona. Basta girare per le strade e le piazze (non solo del centro storico) per godere delle prospettive non scontate e affascinanti di un’architettura che mette insieme e valorizza moderno e classico. E gli spazi, anche quelli museali, vengono usufruiti (dentro e fuori) con intensità dai barcellonesi e dai tanti turisti che non perdono l’occasione di ammirare grandi collezioni, intelligenti mostre a tema o personali dedicate ai nuovi protagonisti dell’arte e ai maestri.
In questo excursus in progress partiamo da una visita al Museu Picasso, che si articola in cinque palazzi di epoca medievale nel quartiere del Barri Gòtic (Montcada 15/19, Ciutat Vella, Parca, Barcellona). Impossibile prescindere dalle oltre 3.500 opere ospitate in questo spazio se si vuole aprire un focus su Pablo Picasso puntando non solo ai lavori più famosi, ma anche su quelli realizzati in gioventù dell'artista, che al tempo abitava proprio a Barcellona (vi arrivò con i suoi genitori nel 1895 e la sciò nel 1904, quando si trasferì a Parigi). In questo percorso scanneriano all’insegna del contemporaneo a Barcellona, la tappa successiva non potevamo che dedicarla alla Fundació Joan Miró, la fondazione che nell’edificio costruito dall'architetto Josep Lluís Sert, sul Montjuïc, ospita alcune delle opere più significative del grande artista catalano. Il percorso che le accoglie e le fa risplendere è ben argomentato e (grazie alla biblioteca e all’auditorium) consente preziosi approfondimenti. Ma ovviamente a lasciare a bocca aperta sono i grandi quadri, le coloratissime sculture e soprattutto il grande arazzo che testimonia la matericità dell’ultima produzione di Mirò. Da sottolineare anche la bellezza della location che, oltre a questo intenso viaggio dentro l’arte di Mirò, grazie ad ampie vetrate e una terrazza panoramica consente una visione di Barcellona dall’altro davvero intrigante.
La tappa successiva la dedichiamo all’arte di Antoni Tàpies e alla fondazione (Fundació Antoni Tàpies, Aragó 255,) che testimonia il genio di questo grande pittore, scultore, grafico e alchimista della materia (nato a Barcellona nel 1923 e scomparso nel 2012), che riuscì a intuire l’importanza di movimenti come l’arte povera in Europa e il post-minimalismo negli Stati Uniti, inserendo nelle sue opere oggetti e colori, che, attraverso la sua sensibilità e il suo caratteristico stile, diventano un’integrazione del suo linguaggio espressivo.
Oltre alle opere di Tàpies dal 1 marzo al 9 giugno 2013 alla fondazione è possibili ammirare quelle Contro (anzi Contra) Tàpies. E, attraverso gli spunti di altri artisti (Gerhard Richter, Joseph Beuys, James Lee Byars, Dan Graham, León Ferrari, Gerhard Merz, Richard Artschwager, Hanne Darboven, Marcel Broodthaers, Art & Language, Valie Export, Pier Paolo Pasolini, Carlos Pazos, Marcel Duchamp, André Breton , Enrico Donati, Oriol Vilapuig, Helen Levitt, Gordon Matta-Clark, Richard Long, Joan Colom, David Hockney, Bruce Nauman, David Wojnarowicz, Vicente Vázquez / Usue Arrieta, Luis Guerra, Álvaro Perdices, Thomas Hirschhorn, Henri Michaux, Robert Frank , Osvaldo Lamborghini, Martin Kippenberger, Jean Dubuffet, Hans Hartung, Otto Wols, Georges Mathieu, Georges Bataille, Pep Agut, Isaías Griñolo) si apre in ideale confronto fra Antoni Tàpies e alcuni rappresentanti di movimenti artistici successivi o contemporanei alla sua creazione.
Ma veniamo al nuovo che avanza e cioè al MACBA e al CCCB due fantastici spazi che valorizzano con mostre, installazioni, proiezioni, archivi, iniziative e festival l’universo contemporaneo in tutte le sue sfaccettature. Questi due centri, caratterizzati da architetture di grande fascino, hanno anche il pregio di far vivere la città e i suoi abitanti in una prospettiva nuova. I piazzali, le scalinate e gli arredi urbani realizzati intorno ai due centri si trasformano infatti in incubatori di culture metropolitane. Eserciti di skater, di giovani che sperimentano parkour o freerunning si scatenano in un vortice in movimento continuo, in evoluzioni ricche di adrenalina, rendendo dinamici e vissuti questi spazi che si trovano nel cuore del quartiere El Raval.   
El MACBA, cioè il Museo di Arte Contemporanea di Barcellona (che è stato inaugurato nel 1995 ed è stato progettato dall’architetto americano Richard Meier) è istituzione pubblica che offre una molteplicità di punti di vista per fruire l'arte della seconda metà del XX secolo, le pratiche culturali contemporanee e l’ innovazione in senso lato in Catalogna, un’istituzione aperta che ospita contemporaneamente più mostre e in grado di spronare dibattiti critici su arte e cultura. Fra le attività che propone in questo periodo abbiamo deciso di sottolineare due mostre davvero interessanti, quella dedicata all’arte militante di Eulalia Grau e quella che invece propone l’approccio di Lawrence Weiner.
Il CCCB, ovvero Centro di Cultura Contemporanea di Barcellona ha la vocazione di valorizzare la cultura urbana con mostre, dibattiti, festival e concerti, cicli di film, performance, corsi e lezioni. Lo fa con un approccio eclettico, mirato alla qualità, ma anche illuminato e trasversale, che genera dibattiti con il mondo accademico, mettendolo in relazione con i processi creativi dei cittadini. Uno spazio aperto per artisti, associazioni, programmatori indipendenti e in generale per chi utilizza e sperimenta nuove tecnologie e linguaggi. Fra le tante iniziative del CCCB citiamo Xcèntric, il primo e unico archivio pubblico europeo specializzato in cinema sperimentale e in documentari creativi. E la bella mostra bolaño Archive. 1977 - 2003 dedicata al visionario scrittore cileno scomparso da 10 anni, che è visitabile fino al 30 giugno 2013.

Voto 9 

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