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  25/05/2012 - 07:05

 

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Offlaga Disco Pax
Bachelite
L’elettronica incontra il post-rock, l’impegno la sensibilità
Santeria - Audioglobe 2008

 




                     di Giovanni Ballerini


Offlaga Disco Pax, Bachelite, 2008
Offlaga Disco Pax, Prototipo Ep, 2010


Per gli amanti dell’elettronarrativa neosensibilista è sicuramente un must, un piacere da gustare con cura, il secondo album degli Offlaga Disco Pax. Si chiama Bachelite e raccoglie storie personali e generazionali con attitudine lucida. A scandirle una chitarra e una tastiera che si intrecciano nei gorghi del pulsare di un basso bellamente presente, del battito fremente della batteria, mentre sferzanti o languide vampate di elettronica infiorettano e stigmatizzano l’atmosfera languida di un post rock intimo e convincente. Ancora una volta sembra di ascoltare una colonna sonora visionaria, come quelle dei Kraftwerk, dei New Order, degli Stranglers, dei CCCP o dei Suicide, ma come al solito è la voce di Max Collini a fare la differenza. Il suo declamare testi impregnati di un’ideologia, che lui stesso definisce a bassa intensità, rendono magico e inquietante questo album che racconta storie contemporanee miste a ricordi, divagazioni taglienti e considerazioni – canzoni rare e profonde. Rispetto al precedente album, c’è spazio anche per storie personali, per emozioni intime, ma lo sguardo d’insieme, il rinfrancate stupore che si prova ad ascoltarlo, è lo stesso. La band è cresciuta rispetto al tanto declamato Socialismo Tascabile - Prove Tecniche di Trasmissione (che l’eclettico trio di Reggio Emilia realizzò nel 2005, dopo aver trionfato a sorpresa l’anno prima al Rock Contest), ma non rinuncia per fortuna alle sue narrazioni elettroniche alla deriva, all’impegno emotivo, alla militanza ideale. E lo fa casomai con maggiore consapevolezza. Fedeli alla linea, ma in maniera più spigliata. Si sente che Enrico Fontanelli e Daniele Carretti si divertono ancora di più a strizzare l’elettronica di significati, ad arricchire di vaporosi delay il suono delle chitarre, mentre i synth impazzano contro un muro soffice di elettro-noise e il narratore Max Collini smonta e rimonta in maniera ipnotica la forma canzone. In Ventrale indaga la storia del salto in alto attraverso le imprese di Yashenko e Sotomayor, e Onomastica illumina i nomi della provincia emiliana, Sensibile rimenbra la parabola crudele della Mambro e Fioravanti, nella bellissima 20 minuti del rapporto padre e figlio, mentre Superchiome fa pensare a La ragazza dai capelli strani di David Foster Wallace, ma si parla anche di Lech Walesa, di Lula, dell’ARCI e del Toblerone. E lo si fa esaltando sentimenti e nostalgie, estro e voglia di raccontare il presente e il passato prossimo da parte di un collettivo neosensibilista di cui si sentirà molto parlare anche in futuro.

Voto 8 

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