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  21/10/2020 - 11:36

 

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Scanner - musica
 


Nobraino
Disco d’oro
Il quarto album del gruppo riminese intriga e convince
Etichetta MarteLabel, distribuzione Venus, 2012

 




                     di Giovanni Ballerini


"In realtà la nostra non è teatralità, ma fisicità. Veniamo dalla strada, dai concerti nei baretti, una vera scuola. Se sei istrionico lo diventi di più perché c’è la necessità continua di essere visto e interagire col pubblico".
Per chi li ha seguiti in tour in questi anni o ha visto il concerto del 1 maggio 2012 (chiuso con il taglio dei capelli in diretta, alla maniera dei marine appena arrivati in caserma, del leader Lorenzo Kruger, l’attitudine a farsi notare dei Nobraino è cosa nota (e assolutamente intelligente). Le loro performance lasciano il segno, come la loro musica muscolare, che è davvero una bella novità in un panorama musicale non sempre esaltante.
Kruger alla voce, Bartok al basso, Néstor alla chitarra, Vix alla batteria e ultimante Barbatosta alla tromba: il loro è un coinvolgente cinico rock d’autore, che si ciba di rock e di folk per colpire al cuore un pubblico sempre più vasto.
Premio MEI “Miglior Tour 2011”, Premio XL “Nuova Musica Italiana”, i Nobraino sono davvero un esempio formidabile di quel rock italiano che guarda e reinventa il passato, non disdegnando balere e sagre paesane, la band romagnola è provocatoria e ricche di ironia su tutto. Non poteva sfuggire alla loro verve il titolo del loro quarto album, che si chiama “Disco d’Oro”, il riconoscimento che tante star del pop anela e che loro, dalle indie prendono in giro. Anche se poi dichiarano che il nome del cd “Disco d'Oro”, registrato con Manuele Fusaroli tra settembre e dicembre 2011, è stato scelto solo dopo aver sentito il materiale finito e ruba l’idea dalla tradizione di storici album monocromatici come il “White Album” dei Beatles, il “Brown Album” dei Primus e il “Black Album” dei Metallica.
Il gruppo, come al solito irriverente e un po' (volutamente) fuori di testa, ha deciso di investire su un colore scegliendo così l'oro, metafora del bene rifugio e forse parodia del noto premio discografico. Una sorta di gioco delle tre carte sta dietro al significato di questo titolo, paradossale perché è la prima volta che i Nobraino si lasciano ascoltare a occhi chiusi. Un lungo tour, con live adrenalinici e fuori dagli schemi, che toccherà tutt’Italia, da marzo a settembre, vedrà i Nobraino di nuovo on the road con dei manifesti in cui c’è scritto Nobraino vuol dire stupidi …
"In realtà Nobraino vuol dire senza cervello, che per noi voleva dire lo facciamo con il cuore – dice il cantante e compositore dei testi Lorenzo Kruger - . Per noi vale più l’accezione stupito, lo stupore è una cosa sempre più rara: la gente è abituata a vedere e ascoltare senza tante emozioni. Mentre per noi lo stupore è fondamentale”.

Voto 7½ 

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