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Scanner - musica
 


Nick Cave live 2001
Dal vivo ad Arezzo Wave e all'Extra Torino Festival 2001
Con the Bad Seeds on tour
L'ombroso australiano in grande forma

 




                     di Giovanni Ballerini


Grande successo per i due concerti italiani di Nick Cave, che, dopo l'eccezionale performance di ieri ad AREZZO WAVE, sarà stasera (sabato 7 luglio 2001) alle 21, al fianco dei fidi Bad Seeds, sul palco dell'EXTRA TORINO FESTIVAL. L'artista, presentando i suoi nuovi progetti, ha confermato che una volta terminato il tour 2001, tornerà in Australia per lavorare a un nuovo disco (questo inverno) e probabilmente a un nuovo libro. In ogni caso, chi ha avuto la fortuna di vedere Nick dal vivo sul palco di Arezzo Wave ha provato grandi emozioni. Brividi dedicati all'oscurità, ma non solo, anche sul palco torinese.

L'ombroso australiano è infatti in grande forma ( molto più che in altre occasioni) e in questo tour propone il suo repertorio con grande verve.

Completo tabacco, barba di qualche giorno, Nick Cave ha proposto ad Arezzo i brani del suo ultimo disco, No More Shall We Part, ma anche tanti successi del passato. Il pubblico (ce n'era davvero tantissimo)si è lasciato volentieri ammaliare, tormentare deliziosamente da questa serie di hard-boiled in forma canzone. Storie cupe, intrise di gotico, di atmosfere alla William Faulkner. Brani colmi di un blues che è innanzi tutto una condizione dello spirito.
Dal vivo è stato insomma ancora più evidente la grandezza di " No More Shall We Part ". Un album che Nick ci ha regalato a quattro anni dalla sua ultima produzione musicale, un Cd che rimescola le carte del recente passato artistico di Nick Cave, dodici pezzi che sono un incontro tra le malinconiche ballate di The Boatman's Call (1997), il folle profumo di amore e morte di Murder Ballads (1996) e la rabbia lacerante dell'amore ferito di Let Love in (1994). No More Shall We Part sembra insomma unire due delle anime più conosciute del cantante australiano: quella di poeta malinconico e cupo che canta di Dio e d'amore a modo suo, mischiando i due quasi fossero un'unica entità e scrive lettere d'amore come si trattasse di preghiere e quella di uomo ferito che grida la sua solitudine, disperso tra amici che non ci sono più, disperato per il gelo interiore ed esteriore.
Non sembra esserci un porto sicuro nell'amore struggente e distruttivo cantato da Nick Cave, né in un Dio la cui presenza si fa pesante nel momento della sua fin troppo palese assenza nel mondo.
No More Shall We Part tesse un incontro tra la malinconica melodia del più recente Nick Cave e la rabbia che da sempre accompagna l'artista australiano. Negli ultimi anni della sua produzione musicale, Nick Cave pare essersi rassegnato alla tristezza e al dolore della vita, più che essersi riconciliato con l'esistenza. Senz'altro ha trovato percorsi di ricerca più spirituali, in cui gli eccessi dell'alcool e della droga sono stati sostituiti da un Dio invocato di continuo. Oltre che musicalmente, Nick Cave ha di recente testimoniato questa sua ricerca spirituale scrivendo un'introduzione al Vangelo di Marco pubblicato da Einaudi. Ma da qui a voler fare di lui un ex maledetto ce ne corre. Nick Cave, resta un grande deluso, un poeta che canta con la Bibbia in una mano e la bottiglia di whisky nell'altra.

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