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  19/09/2019 - 14:49

 

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Mauro Grossi Trio

Special guest la splendida voce nera di Andrea Hopkins
Il 12 agosto 2008 al Piazzale dei Rioni a Porto Stefano, per il Grey Cat Jazz Festival

 




                     di Federica Parboni


Poche note ed è scattata la magia. Sono bastati alcuni brani del loro recente album “Distanze” per immergere gli spettatori della costa toscana in suggestive sonorità jazz contaminate da sfumature e sapori musicali del passato. Stiamo parlando del Mauro Grossi Trio. La formazione, che vede brillare tre grandi personalità del panorama jazzistico italiano, si è esibita con successo il 12 agosto 2008 nella cornice del Piazzale dei Rioni a Porto Stefano, per il Grey Cat Festival, la prestigiosa rassegna jazz, che fra due stagioni compirà 30 anni.

Oltre al leader, il pianista Mario Grossi, da cui il gruppo prende il nome, il trio è composto da Attilio Zanchi al contrabbasso e Marco Castiglioni alla batteria.

Il cd “Distanze”, creato dall’espressivo incontro artistico di questi formidabili solisti, si presenta dalle prime note pudico, intimo, ed evoca suoni malinconici e ricchi di sentimento. Ripercorre, poi, linguaggi musicali esuberanti e ludici, fino ad arrivare alle tradizioni popolari, come "La Yadumu Ecterabi", canto tradizionale palestinese intriso di rispetto e spiritualità.

Tutto può diventare fonte di ispirazione e “Rusignol“, il canto delle mondine piemontesi, contiene una delle improvvisazioni più energiche e avvincenti offerte al pubblico dell’Argentario.

Ad arricchire questa serata speciale è intervenuta la splendida voce nera di Andrea Hopkins, che si è presentata, con indosso un elegante vestito bianco stile charleston.

La Hopkins non ha fatto altro che esaltare con la sua vocalità il sound del gruppo. Andrea sa cantare e in questo riuscito set ha dato prova del suo talento: con la sua voce intensa, i suoi movimenti, i suoi sorrisi ha prodotto vibrazioni nell’aria tali da toccare l’anima del pubblico, che è rimasto ammaliato dalla sua timbrica dirompente e dal suo fascino.

Il risultato è stata una commistione di swing, funk e molto R&B e naturalmente jazz. Tonalità jazz che il trio ha saputo interpretare in modo impeccabilmente elegante anche nell’esecuzione dei loro rispettivi assoli strumentali.

Una performance unica, piacevole e coinvolgente che le quattro personalità artistiche hanno regalato all’Argentario e che contribuisce a creare nuovi stimoli e approdi musicali.

Voto 8 

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