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  10/02/2012 - 15:49

 

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Scanner - musica
 


Incubus
Morning View tour 2002
La miglior band vista esibirsi dal vivo quest'anno
Palasport di Firenze, 4 febbraio 2002

 




                     di Valerio Fumasi


Coinvolgenti, empatici (grazie anche al calore mostrato dal pubblico fiorentino, a dir poco inaspettato) schietti e tecnicamente ineccepibili (e poi la gente mormora su perché il nu-metal o in qualsiasi modo lo vogliate chiamare spopola…) così si presentano gli ex-figliocci dei Korn, ma guai a ricordarglielo!

Ma andiamo per gradi; sono le 19:30 in punto quando salgono sul palco gli Hoobastank il primo dei due gruppi di supporto che accompagna gli Incubus in giro per l'Europa.

L'impatto del quartetto di Los Angeles è esplosivo, la maggior parte dei presenti pur non conoscendo i pezzi, a parte il singolo Crowling In The Dark (per le solite lacunose distribuzioni che affliggono il panorama discografico italiano i cd arrivano da noi con un ritardo di due mesi di media…) si fa piacevolmente coinvolgere dallo strepitoso singer tanto massiccio e scolpito nel fisico quanto sottile nell'ugola, vellutata e incisiva.

Seguono a ruota i 311 che negli States sono fra le rivelazioni più calde dell'anno, il pubblico gradisce, io no.

Degli ottimi suoni, buoni arrangiamenti, per nulla pacchiani nel presentarsi on-stage anzi spesso autoironici, ma drammaticamente vuoti, vuoti e ancora vuoti sotto il profilo del contenuto; le canzoni erano fondamentalmente inutili, non aggiungono davvero nulla di nuovo al panorama rock contemporaneo (per intenderci l'esatto opposto degli At The Drive In).

Ore 21:30, si spengono nuovamente le luci, un boato gigantesco accoglie l'entrata dei cinque " Incubi".

Brandon è sempre molto sobrio, pantalone nero, t-shirt e sotto giacca senza maniche da nerds anni ottanta, insomma attraente come nei video. Nel pomeriggio mi aveva detto che era contento di suonare a Firenze, che la notte precedente era stato in giro per la città e la trovava fantastica!

Come negarlo d'altronde; quando poi gli ho detto che Make Yourself (l'album precedente degli Incubus) lo preferivo all'ultimo lavoro 2002 perché più sfrontato lui mi aveva risposto: "stasera ti ricrederai" e giù risate… In effetti il ragazzotto americano aveva proprio ragione!

Tanta era l'intensità riversata nei singoli brani dai nostri che la gente ha pogato persino con Wish You Were Here!!!

In un'ora e mezza circa di show hanno saccheggiato tutto il meglio della loro produzione dagli album d'esordio a Morning View passando per S.C.I.E.N.C.E. e Make Yourself, naturalmente. Non c'è stato un vero picco d'intensità emotiva, è stato un continuo crescendo. Un brivido enorme ha avvolto il palasport quando hanno intonato l'accordo di Mi con cui inizia Drive, eseguita per l'occasione quasi totalmente in veste acustica ed è con la medesima benevole accoglienza che la gente canterà a squarciagola la maggior parte dei pezzi in scaletta.

Chiuderanno il bis e un concerto che definire memorabile è il minimo, con Pardon Me, il capolavoro assoluto della band; vi assicuro che in quell'istante il pogo poteva tranquillamente competere con quello che si scatena ad un concerto degli Slayer! Peccato per chi non c'era, il testimone dei Faith No More è stato ceduto ed è inutile che Brandon & Co lo rifiutino per paura di essere ghettizzati in un solo genere.

Voto 9 

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