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  17/10/2017 - 17:02

 

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Scanner - musica
 


Francesco Guccini
L'ultima Thule
Il congedo cantautoriale del nostro caro vecchio eroe di Pavana
[Emi 2012]

 




                     di Paolo Boschi


L'impagabile Francesco Guccini, classe 1940, col suo consueto buon gusto ha deciso di abbandonare i palcoscenici e di congedarsi dal gentil pubblico con un ultimo disco che, in ossequio a tali contingenze, s'intitola appunto L'ultima Thule. Trattandosi di Guccini, che non spende mai a caso le parole, è d'obbligo aprire una parentesi: già nell'antica Grecia la destinazione di Thule era infatti la più remota che si potesse raggiungere nei mari a settentrione della piovigginosa terra d'Albione. Si tratta insomma dell’ultimo viaggio cantautoriale del nostro vecchio eroe di Pavana, in compagnia dei fidi musici di sempre, un po' come Ulisse con la sua compagnia "picciola": Ellade Bandini, Juan Carlos “Flaco” Biondini, Roberto Manuzzi, Antonio Marangolo, Pierluigi Mingotti e Vincenzo “Vince” Tempera. La tracklist dell'ultimo disco gucciniano assortisce otto tracce complessive, dall'apripista Canzone di notte n. 4, notturna da copione ed introdotta da un gustoso siparietto dell'autore bambino, fino all'ultima, ovviamente la struggente title-track, che ci conduce in una leggendaria terra di ghiaccio e fuoco attraverso una serie di rime peregrine di quelle che tanto eccitano la fantasia metrica del vecchio cantore. In mezzo tanto mestiere e un vero gioiello scintillante quale L'ultima volta, splendida canzone giocata intorno ad un'idea semplice ma evocativa come l'ultima volta dei nostri gesti, che compiamo senza avere coscienza che non li faremo mai più. Nel resto del disco figurano poi l'intensa Su in collina, bella traduzione ed adattamento per musica di una poesia in dialetto bolognese di Gastone Vandelli su un episodio di lotta partigiana, la nostalgica Quel giorno d'aprile (scritta con Beppe Dati), la rombante ed ironica Il testamento di un pagliaccio (con tanto di marcetta circense di corredo), la disincantata Notti (l’unica non incisiva) e l'ispirata Artisti, che riesce a tratteggiare qualcosa d'impalpabile come la vocazione. Un gran bel disco, come prevedibile, purtroppo l’ultimo di cotanto personaggio.

Voto 8 

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