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  10/06/2026 - 09:16

 

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Scanner - musica
 


A night on Dune
Net-happening
Le band dell'etichetta indipendente fiorentina al Sicurcaiv
Contaminazioni electro-industrial, band e i Dj

 




                     di Stefania T. D'Alterio


Facendo il mio ingresso nell'ampio stanzone dal sapore industro-rumeno che è la sala principale del Sicurcaiv (nome che credo abbia fatto venire groppi in gola a diversi, memori di serate lontane un paio di lustri), mi ritrovo a constatare con una punta di rammarico quanto Firenze, nonostante i buoni propositi e i vaneggiamenti di poseurs che la vorrebbero regina incontrastata di Cultura ed arbiter di ogni "scene" italica, sia sempre più lontana dall'Europa e dall'underground. Ottimi sulla carta i presupposti della DUNE, che si preparava, tra le altre cose, a fare del party un interessante net-happening (con la possibilità di chattare e soprattutto ascoltare i live via rete con l'ausilio del RealPlayer), proponendo come d'uso contaminazioni electro-industrial fra le band che compongono il suo nutrito carnet e i DJs che si sono alternati alla consolle. I tempi sono cambiati, altre sono le situazioni che calamitano l'interesse dell'audience, oggi maggiormente attratta da un certo alternative di facile presa che dalla sperimentazione e dalla rivoluzione dei suoni in costante evoluzione che caratterizza l'elettronica. Il "trip che esula dagli schemi" offerto dalla label fiorentina è apparso quindi più una sorta di rimpatriata fra gli intervenuti che un evento di portata nazionale. Discreto il livello dei combos, la cui linea stilistica ha avuto il pregio di rispecchiare fedelmente le scelte dell'etichetta, da sempre ben decisa nel percorrere un sentiero non facile, soprattutto in Italia.Transonia, Weird Uncle Betty, LIN, Wave Workers Foundation, Kiloton (formazioni già presenti in "Metatoys" compilazione dello scorso anno con la quale la DUNE ha aperto le "ostilità" discografiche), con la guest appearance di Maurizio Fasolo già in forza in band culto quali Pankow e Clock DVA, tutti insieme appassionatamente sullo stage, forti di un comun denominatore "altro" rispetto al resto della scena musicale da charts e anche di un pizzico di snobismo elitario. Ottima la scelta dei DJs, soprattutto quella dell'outsider Jurij Maneskij che, al contrario dei più compassati colleghi Steak e Tribe (fin troppo calati nella parte, forse…) ha optato per una scaletta più dissacrante, ironica e easy. Piacevoli i Transonia, nati da fervide menti riscaldate al calore della scena mancuniana dei primi anni '90 che hanno continuato il loro viaggio siderale con un occhio di riguardo a Chemical Brothers e Daft Punk nel tentativo di spazzare via quei pregiudizi ancora imperanti che fanno arricciare il naso a tutt'oggi al solo nominare la parola "rave". I Weird Uncle Betty (new sensation band fiorentina presentata come hardcore breakbeat, il cui debut "In Porn We Trust" è discreto), dal canto loro, mi sono parsi null'altro che l'ennesima incarnazione dei Susy Likes Nutella: stesse lyrics ironico-postribolari, riffs affilati, e un'oscurità di fondo che non credo riusciranno mai a scrollarsi di dosso. I LIN non hanno avuto alcun bisogno di presentazioni; line-up completamente rinnovata (l'MC californiano UBQT in primo piano, artefice di un rinnovamento sonoro) e l'aiuto di una vecchia conoscenza delle notti fiorentine come Franco Baggiani a far da contrappunto al consueto mood noisy e corrosivo da sempre apprezzato. A chiudere la serata i rocciosi WWF e il breaknoise convulso di Kiloton, i cui beats si stemperavano in una notte conclusasi, purtroppo, troppo presto e che non pare abbia sortito l'effetto dovuto. Un'altra occasione perduta. E non basta affidarsi alle coreografie, ai frattali proiettati sulle pareti, alla Rete, quando si continua a restare ancorati a certi schemi datati, quando tra gli accenni di modernità è ancora possibile scorgere scorie di un passato neanche troppo lontano, come controproducente è rimproverare un'ipotetica ristrettezza mentale a un pubblico che non ravvisa il benchè minimo accenno di rivoluzione fra le maglie della nouvelle vague dell'elettronica. Lo Zen E L'Arte Del Riciclaggio. E allora tutti in famiglia. Electro. Molto electro. Pure troppo.

Voto 7 

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