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  18/10/2017 - 16:45

 

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Scanner - musica
 


Simone Cristicchi
Album di famiglia
Storie e perle cantautorati, old style
Sony 2013

 




                     di Giovanni Ballerini


"Ogni brano somiglia a una foto. In questo album narro storie di tanti personaggio investiti dall’uragano della vita, da “ Laura Antonelli” alla poesia “Testamento” di Mauro Marè, a “Magazzino 18”, che racconta l’esodo della popolazione istriano – dalmata a cui ha dedicato un nuovo progetto, uno spettacolo teatrale prodotto dal Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia, che andrà in scena in ottobre 2013 con la regia di Antonio Calenda".
Ha appena fatto in tempo a fare un’ottima figura al sessantatreesimo Festival della Canzone Italiana di Sanremo (con la malinconica ed ironica la canzone “La prima volta che sono morto” e l’accorata “Mi manchi”), che parte per una nuova avventura creativa. Simone Cristicchi pubblica per la Sony un album (il quarto della sua carriera) ricco di perle cantautorali old style.
Si chiama “Album di famiglia” e, accanto alle due canzoni sanremesi, vede altri undici brani che aprono focus sul quotidiano, attingendo dal passato. Non solo nei testi, dedicati a un umanità dimenticata, ai matti, ai migranti, ma anche nella musica e negli arrangiamenti.
"Tranne le parti delle orchestre e delle bande di fiati, sono riuscito a registrare tutto l’album dentro casa a Roma – spiega Simone -. Ho scoperto una bellissima atmosfera che dona intimismo ai brani che ho scritto al pianoforte. E’ la prima la prima volta che mi capita, perché di solito suono la chitarra, ma è stata una scoperta: è venuto fuori un album pieno di melodie, con un sound che potremmo avvicinare a quello dei grandi cantautori del passato”.
Tanti i temi trattati nei nuovi testi di Cristicchi, dai razzismi involontari di “Cigarettes” (che vede la partecipazione di Nino Frassica) alle visioni balneari e grottesche di "Le sol Le mar”, a quelle cittadine de “I Matti de Roma”. Per fare una riflessione sul mondo dello spettacolo c’è la canzone “Sipario ” , mentre “Laura” evoca l’assurdità e la crudeltà delle gogne mediatiche dei nostri giorni.

“La prima canzone che ho composto di questo album è quella che ho scritto pensando alla nostra ultima diva, Laura Antonelli. Un’icona del nostro cinema, conosciuta in tutto il mondo per la sua bellezza, per la sua bravura, che è incappata nella scure dei media e ora vive in un paesino vicino Roma, sola, isolata dal mondo. Volevo presentare questa canzone al Festival, poi ho preferito rispettare la scelta di isolamento della signora Antonelli e non esporla in alcun modo al circo mediatico sanremese”.

Voto 7 ½ 

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