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  18/12/2017 - 04:16

 

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Franco Battiato
Apriti Sesamo
Un grande album, in costante alternanza tra il disincanto e la speranza
[Universal 2012]

 




                     di Paolo Boschi


Lui è Franco Battiato, classe 1945, e, nonostante gli anni passino senza posa, continua ad essere un autore musicale difficile da catalogare, anche se le definizioni di “artista” e di “intellettuale” in effetti sono forse le più appropriate per definire il cantante siciliano. Anche nelle dieci tracce di Apriti Sesamo, il suo primo album di inediti da un lustro in qua, la miscela (tematica) è quella che ha fatto la fortuna del Battiato maturo de Il vuoto e di Dieci stratagemmi, sempre con l’aiuto nella stesura dei testi da parte del filosofo siculo Manlio Sgalambro: letteratura, riferimenti colti e spiazzanti, fede, dosi corpose di misticismo, filosofia, stavolta condite con un pizzico di denuncia sociale e servite al gentil pubblico con un’impeccabile miscela (musicale) delle divagazioni elettroniche care al maestro catanese, shakerate all’occorrenza con aperture classicheggianti di vario registro. Il livello delle citazioni colte e delle riflessioni esistenziali che si annidano nelle canzoni è altissimo quanto immediato. Si comincia con l’alone di nostalgia che colora Un irresistibile richiamo, che cita apertamente Santa Teresa d’Avila. A ruota ecco Testamento, che tocca il tema della reincarnazione e s’ispira al Vangelo e all’Inferno di Dante amalgamando il tutto con un’insolita alchimia sonora. Poi c’è l’intrigante Passacaglia, intrigante singolo di lancio liberamente ispirato all’opera Passacaglia della vita del sacerdote e compositore barocco Stefano Landi. E le citazioni non mancano in Caliti junku, in cui Battiato ha preso spunto dall’Orfeo ed Euridice dell’operista tedesco Christoph Willibald Gluck, nell’intensa Aurora, in cui il cantautore siciliano si è lasciato suggestionare dai versi del poeta arabo siciliano Ibn Hamdis, o nella conclusiva title-track, ispirata rivisitazione della celebre fiaba di Alì Babà e dei quaranta ladroni. Un grande album, in costante alternanza tra il disincanto e la speranza che s’accende all’orizzonte, ricchissimo sul versante dei contenuti ma al tempo stesso ‘scorrevole’ sul fronte musicale, davvero ideale per trasferire senza colpo ferire i profondi messaggi nascosti nelle canzoni direttamente all’immaginario dell’ascoltatore. Da non perdere.

Franco Battiato, Apriti Sesamo [Universal 2012]

Voto 8 

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