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Sabina Sciubba
Force Majeure
Recensione dello spettacolo teatrale e dell’album. Uno sguardo autobiografico per un racconto pulsante in cui l’elettronica sposa la musica barocca, il post punk romantico si infrange nel jazz
La prima sabato 25 gennaio 2020 al Cinema Teatro La Compagnia di Firenze, poi in tour, che farà tappa anche a Berlino, Parigi, Londra, New York e Los Angeles

 




                     di Giovanni Ballerini


Finalmente una serata fuori dal tempo e dalla consueta serialità di tanti spettacoli (musicali e non) contemporanei. Ottimo debutto per il live music concept show “Force Majeure”, che è stato presentato sabato 25 gennaio 2020 a Firenze. Sabina Sciubba ha illuminato di intensità e suggestioni il Cinema Teatro La Compagnia di Via Cavour con il suo nuovo progetto musicale e teatrale che mischia l'avanguardia electro punk a un cabaret dell’anima capace di incendiare di ritmo e metafore le altrui sensibilità. Uno sguardo autobiografico per un racconto pulsante, che si propaga ai sentimenti e alle emozioni della platea, intrigandola con uno show di grande urgenza espressiva e intenzione musicale metropolitana. Sembrava di essere in un kabarett berlinese nel periodo della Repubblica di Weimar, ma anche in un dancefloor techno un po’ gotico e ammiccante di fine anni Ottanta. Il pubblico ha gradito le citazioni, le trovate tecnologiche e quelle teatral - musicali e ha risposto con grandi applausi a una session immaginifica di un’ora e mezzo che presto sarà riproposta in un tour che farà tappa anche a Berlino, Parigi, Londra, New York e Los Angeles. Lo show si è svelato come un diamante grezzo che, proprio grazie al fatto di non essere patinato, ha visto moltiplicare la sua forza, coinvolgendo gli spettatori con un’avvincente drammaturgia in progress, scandita da intriganti composizioni poliglotte interpretate da Sabina con un’eleganza naturale, voglia di sperimentare e una coinvolgente presenza scenica. Poco importa se qua e là ci sono state delle imperfezioni nel live. L’impressione è aver assistito a uno spettacolo azzeccato che, replica dopo replica, non può far altro che maturare. Il giudizio di fondo per questo debutto è sicuramente positivo anche perché “Force Majeure” e l’omonimo album, rispetto a tanti show perfettini ha il dono dell’imprevedibilità. A Firenze Sabina , che si è alternata alle percussioni elettroniche, al canto, alla spinetta e al piano, ha presentato con la sua caratteristica voce da contralto - che ricorda quella algida e suadente di Nico Nico dei Velvet Underground - i dodici sofisticati brani del nuovo album, un lavoro in cui l’elettronica sposa la musica barocca, il post punk romantico si infrange nel jazz. Con lei sul palco, un ispirato Riccardo Onori che, oltre a suonare la chitarra, ha curato la direzione musicale, l’italo francese Fabrizio Rat al pianoforte, l’italo americano Lawrence Fancelli al synth e basso elettrico, Elena Friedrich Sciubba (la sorella, anche lei cantante) ai cori, Emanuele Bonechi alla batteria, Pietro Horvath al violoncello, Giacomo Petrucci ai sax, Stefano Pratesi alla tromba, Francesco Cangi al trombone e il sorprendente coro di bambini il Cantabile della Scuola internazionale di Firenze, diretto da Tanja Kustrin. Per rendere al meglio la poesia in movimento di questo set immaginifico e ricco di sorprese, Sabina ha portato con sé anche la sua ombra, che sul palco è stata resa viva dal performer californiano Daelen Cory. Le luci sono state curate dal light designer spagnolo Efren Mur, il suono da Matteo Fanara e i costumi da Audrey Biarnais, mentre Maria Sole Ferragamo ha creato gli accessori unici e trasformabili di pelle per questo spettacolo, il cui executive producer è Emma Mailova.
“Force Majeure non è intrattenimento – ha spiegato la Sciubba -. E’ una preghiera, è un grido, una sincera confessione dei miei segreti più intimi. L'esperienza intima umana di Force Majeure si propaga attraverso le mie canzoni, il suono, le luci. Ogni persona si riconoscerà nel mio personaggio, nella mia voce”.

Voto 8 

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