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  05/03/2024 - 12:41

 

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Teatro Sotterraneo
Suite
Creazione collettiva: in scena Sara Bonaventura, Iacopo Braca, Matteo Ceccarelli, Claudio Cirri, drammaturgia di Daniele Villa, scrittura e ricerca di Luca Scarlini, costumi di Lydia Sonderegger
Al Teatro Le Fornaci di Terranuova Bracciolini il 18 dicembre 2008, allo Spazio Ex-Fila del Gignoro (Firenze) il 19 dicembre 2008

 




                     di Tommaso Chimenti


In apnea, Teatro Sotterraneo, 2005
Uno – Il corpo del condannato, Teatro Sotterraneo, 2006
Tilt, Teatro Sotterraneo e la regia di Jillian Keiley, 2006
Post It, Teatro Sotterraneo, 2007
La Cosa 1, Teatro Sotterraneo, 2007
Suite, Teatro Sotterraneo, 2008
Dies Irae, Teatro Sotterraneo, 2009


Il mini studio che abbiamo visto nell’estate 2008 al Centro Pecci per Contemporanea Festival era imperniato e incentrato sull’idea di casa. Anche il titolo stesso Suite, richiamava alla mente un’abitazione lussuosa e perfetta dove tutto aveva una precisa collocazione e dove, soprattutto, qualsiasi cosa, oggetti, mobilia, soprammobili, funzionava. Con un clic, un gesto, l’oggetto si sarebbe messo al servizio dell’uomo. E’ la normalità che conosciamo. Ma basta un black out per mandarci in fibrillazione. La prima parte ritornava su quella ricerca: elettrodomestici che non solo non svolgono il loro compito ma che si azionano a loro piacimento proprio quando l’uomo se ne allontanava. Si muovono di vita propria. Senza chiedere il permesso. Come Christine la macchina infernale. Come Kit di Supercar. Come Caterina, la cameriera robot di Alberto Sordi. Prese diaboliche, spine elettriche indemoniate, ciabatte impazzite. Che l’Enel non scritturerebbe mai i Sotterraneo per un proprio spot pubblicitario. Tutto è pervaso dal thriller e la mente va più a La Casa, il film horror di Sam Raimi, più che alle quattro mura con un tetto sopra. Potremmo parlare di una parodia alla Scary Movie delle più celebri pellicole dell’orrore. Vedi Freddy Gruger. Tema principale: Profondo Rosso, che ritorna a flash o grazie alla nenia in sottofondo. Vedi citazioni da film, musicali e sceniche: classici intramontabili, must doverosi come Il paziente inglese, gli sguardi taglienti (letteralmente, con i coltelli) alla Sergio Leone, 007. Si travalica nello splatter, irriverente e dissacrante. Tutti contro tutti. Tutti cercano di uccidersi a vicenda. E non di suicidarsi come nel loro primo “11/10 in apnea”. Il teatro dei Sotterraneo è vero. Un teatro dove se si mangia, si mangia davvero, se si beve, si beve davvero. Se ci si sputa, se ci si picchia. I Sotterraneo sul palco fanno i tecnici, i fonici, gli elettricisti. E tutto è mostrato: oggetti di scena e artifici, come protagonisti, una volta usati, entrati ed usciti dalla drammaturgia, rimangono sotto un armadietto nell’occhio conico dello spettatore. Non servono soltanto, ma sono. E alla fine prendono gli applausi.

Voto 7 

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