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  23/03/2019 - 11:25

 

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Histoire Du Soldat
di Igor Stravinsky
Per voce narrante e piccola orchestra, voce narrante Andrea Colombini, direttore d’orchestra Volfango Dami, Orchestra Gams, in collaborazione con Caledonian Academy of Tuscany
Mercoledì 27 Aprile alle 21.15 al Teatro Studio di Scandicci

 




                     di Giovanni Ballerini


Il 1918, alla fine della Grande Guerra, fa da sfondo al quinto appuntamento di “Ascolti Musica 2005”, che mercoledì 27 Aprile alle 21.15 vede protagonisti al Teatro Studio di Scandicci l’Orchestra Gams, diretta da Volfango Dami, e la voce di Andrea Colombini. L’occasione è Histoire Du Soldat, un piccolo grande capolavoro con la partitura di Igor Stravinsky Un’'opera dai tratti popolari, innovativa e trasgressiva, che è alla base del nuovo teatro musicale del 900.

Durante la Prima Guerra Mondiale, Igor Stravinsky, che già allora viveva in Svizzera, si trovò tagliato fuori dal paese natio, coinvolto nella Rivoluzione Russa. Ben presto si trovò in ristrettezze economiche come i suoi amici, lo scrittore Charles-Ferdinand Ramuz e il pittore René Auberjonois. Fu allora che al poeta svizzero venne l’idea di creare un piccolo teatrino ambulante (idea che sarà poi sviluppata anche in Petrouschka) sostenuto dalla musica di solo sette strumentisti. L’Histoire Du Soldat è una sorta di Faust in miniatura in cui un soldato scambia con il diavolo il suo violino in cambio di un libro magico che gli permette di leggere il futuro. Tralasciando il proseguo della storia (che si conclude con il primo vero a solo di percussioni nella storia della musica colta occidentale), torniamo alla genesi dell’opera, che ebbe come finanziatore il clarinettista e industriale Werner Reinhart, in seguito dedicatario dell’Histoire du Soldat. Stravinsky scelse sette strumenti appartenenti ognuno ai tipi rappresentativi delle varie famiglie strumentali per registro acuto e grave: violino, contrabbasso, fagotto, clarinetto, tromba (cornetta a pistoni in Fa/Si bemolle), trombone e percussioni. Tale ensemble doveva quindi girare non solo per le grandi città svizzere ma anche tra i vari paesini montani. Fu così che, anche per soddisfare esigenze economiche, nacque (a Morgues nel 1918) uno dei lavori più originali di tutta la produzione del musicista russo.

In quel periodo imperversava l’influenza spagnola, che fece molte vittime in tutta Europa, per cui, visto che le previste repliche furono annullate per via dell’epidemia, le rappresentazioni dello spettacolo si limitarono alla prima, avvenuta a Losanna il 28 settembre 1918. La prima rappresentazione dell'Histoire du soldat, azione teatrale in due parti "letta, suonata e danzata", avvenne il 28 settembre 1918 a Losanna, per la direzione di Ernest Ansermet e le scene e costumi di René Auberjonois. Il libretto, che riprende un racconto di Afanas'ev, fu realizzato da Charles-Ferdinand Ramuz. Interessante e innovativo l’impianto musicale, decisamente cosmopolita, che spazia dal tango argentino, al ragtime, dalle fanfare svizzere, al pasodoble, al valzer viennese. Il violino, è invece sintonizzato sull'anima del soldato e quindi ha invece un’impronta musicale in sintonia con il folklore russo.

Il concerto al al Teatro Studio di Scandicci è cofinanziato dalla “Caledonian Academy of Tuscany”, un’importante associazione internazionale musicale che ha sede a Lucca e che garantirà delle repliche nei maggiori teatri italiani.

Voto 8 

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