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  10/02/2012 - 14:34

 

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Maria Donata d’Urso
Lapsus
Anteprima nazionale per dare il via alla XIV edizione di Fabbrica Europa. Disegno luci: Caty Olive - Creazione sonora: Vincent Epplay
Al Teatro Cantiere Florida (via Pisana 111, Firenze) sabato 28 aprile alle 21

 




                     di Giovanni Ballerini


L’anteprima nazionale di Lapsus di e con Maria Donata d’Urso, che debutta nel maggio 2007 a Le Havre, dà il via alla XIV edizione di Fabbrica Europa sabato 28 aprile 2007 alle 21 al Teatro Cantiere Florida di Firenze (il festival fiorentino dedicato all'incontro delle arti e la contemporaneità si svolge alla Stazione Leopolda di Firenze e in altri spazi fino al 31 maggio). Ma torniamo a Lapsus, una raffinata indagine sul corpo, che va in scena come unico soggetto e mezzo di rappresentazione e sulla pelle come superficie visibile della relazione tra corpo e spazio circostante.

L'attenzione alle percezioni del corpo allarga la nozione di soglia. L’obiettivo è far vivere lo spazio appena sopra la superficie della pelle, dove circolano le energie. Lo spazio non è solo involucro ma portatore di dinamismo: dando materialità al volume scenico, la coreografa gioca con il vuoto per confondere assenza e presenza. Una creazione che disegna e scolpisce nell’occhio dello spettatore un particolare spazio scenico, ma anche luminoso e sonoro. Lo spazio, in particolare, non è solo involucro, ma portatore di dinamismo: dando materialità al volume scenico, la coreografa gioca con il vuoto per confondere assenza e presenza.

“Lavoro a un'idea di avvicinamento e allontanamento dal punto di vista dello spettatore e alla trasformazione di uno spazio scenico in un altro – spiega la coreografa d'origine catanese Maria Donata d’Urso -. una superficie curva che permette di sviluppare la relazione con un volume vuoto ma sensibile e visibile, dove i punti di riferimento restano instabili”.

Il disegno luci di Caty Olive si interseca alla perfezione con le coreografie della d’Urso, dando corpo e relazione alla struttura scenica.

“La disposizione delle luci crea dinamiche che agiscono sulla superficie della pelle, per mettere in rilievo il passaggio da un livello di profondità all’altro e testimoniare il passaggio della figura al volume che la contiene. Creazione spazio sonoro. Il suono e il lavoro di diffusione dello stesso proviene da diverse materie e fonti di vibrazione che possono anche interagire con la percezione del limite della pelle. Nella creazione dello spazio sonoro, l'invenzione di altri riferimenti spazio-temporali e una dinamica di passaggio tra un'immersione globale e una fonte particolare dialogano effettivamente con il corpo”.

In Collection Particulière, secondo solo di Maria Donata d’Urso, presentato a Fabbrica Europa 2006, la relazione con la superficie di appoggio orizzontale ha permesso una prospettiva differente di sguardo sul corpo e ha messo in luce la dinamica della gravità come forza generatrice di forme e di eventi privati di qualsiasi funzione illustrativa o narrativa. In questo terzo solo, che si chiama Lapsus le dinamiche si esaltano ulteriormente.

“In Lapsus: l'attenzione alle percezioni del corpo e al suo ascolto mi porta ad allargare la nozione di soglia, di limite, di contorno. Far vivere lo spazio appena sopra la superficie della pelle, dove le energie circolano e rendono conto di una globalità, di una qualità, di una sensazione. Un terzo solo per spiegare lo spazio impercettibile nel quale la percezione scivola, si tende, si dilata, vibra. Indaga i cardini del rapporto tra il corpo e la presenza dello spazio circostante. In effetti, lo spazio non è solo contenitore, ma portatore di un dinamismo; si mette in relazione con i moti del corpo e diviene soggetto, tessitura presente. Tentare di donare una materialità al volume scenico, giocare con le astrazioni del vuoto, confondere assenza e presenza”.

Voto 7 

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