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  25/05/2012 - 02:32

 

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Compagnia Teatro Sotterraneo
In apnea
Creazione collettiva: Sara Bonaventura, Iacopo Braca, Matteo Ceccarelli, Claudio Cirri (in scena), Daniele Villa (elaborazione drammaturgia) nell’ambito della rassegna SCENEinZONA
Al Teatro Studio - Scandicci 10, 11 novembre 2005

 




                     di Tommaso Chimenti


In apnea, Teatro Sotterraneo, 2005
Uno – Il corpo del condannato, Teatro Sotterraneo, 2006
Tilt, Teatro Sotterraneo e la regia di Jillian Keiley, 2006
Post It, Teatro Sotterraneo, 2007
La Cosa 1, Teatro Sotterraneo, 2007
Suite, Teatro Sotterraneo, 2008
Dies Irae, Teatro Sotterraneo, 2009


Una casa di lego, che potrebbe essere quello di Hansel e Gretel o una già preimballata dell’Ikea, scatole, frigo, sedie, tavolo. Claudio Cirri è molto fisico, Matteo Ceccarelli è un barelliere con una blasfema corona di spine in testa fatta con gli acchiappini. Iacopo Braca è il barbone con la pistola, Paravidino in “Peanuts”, che ha dormito in casa, Sara Bonaventura è la ragazza, finta incinta, vestita da benzinaio. Un cartello stradale, un bidone. La tv è sotto il tavolo ed è significativo. La porta di casa è bassa come negli uffici di “Essere John Malkovich”, la colonna sonora è fatta di suoni naturali prodotti con gli oggetti di uso casalingo, tra Momix e la Fantasia disneyana: spiccioli, fogli tagliati in due, una scopa che spazza.

Si nota palpabile l’influenza dei Kinkaleri sul lavoro del Teatro Sotterraneo.

Il disagio è palpabile, la situazione è decrepita, il quartiere distrutto. I tentativi di suicidio collettivo ed allo stesso tempo reiterato ed assolutamente individuale, con musica ossessiva alle spalle, sono la parte più riuscita del pezzo. E’ una danza contemporanea, un refuso di animalità e gioia seppur il tema sia noir. Chi si butta da una sedia, chi prende barbiturici, chi si soffoca con il cuscino, chi s’impicca, chi si butta, chi si trafigge con una scopa, chi si decapita nella cassapanca, chi cade all’indietro e sempre c’è il salvatore della Patria, il Superman che tutto mette a posto, che salva, corre a perdifiato fino allo sfinimento ed alle conseguenze ultime. I prezzi delle case aumentano, vedi Monticchiello 2005. Sopra una base hip hop un gran rap vocale, alla Frankie Hi Energy o Caparezza, esalta le doti dei quattro, adesso con i caschi da minatori stile Diogene.

Arrivano i colpi con il sorriso alla Fight Club con tanto di wrestling.

Un buon lavoro anche se a tratti troppo concettuale, dove si ha sempre la sensazione che dall’altra parte si voglia dimostrare qualcosa oltre il presente e l’attuale sulla scena, con riferimenti e citazioni striscianti, gli oggetti, le danze, le parole, tutto diviene sovraffollato e pieno, debordante.

Voto 6 ½ 

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