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  22/03/2010 - 11:56

 

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Scanner - live
 


Banda Osiris
Banda 25
In scena oltre ai 4 storici Sandro Berti (mandolino, trombone), Gianluigi Carlone (voce, sax, flauto), Roberto Carlone (trombone, tastiere) e, Giancarlo Macrì (percussioni, basso-tuba), anche Roberto Melone al contrabbasso, Tommaso Graziani alla batteria e Raffaele Kohler ai fiati
Al Teatro Dante - Campi Bisenzio 19 e 20 aprile 2007, 7 maggio 2007 all’Auditorium di largo Mahler a Milano e l’inedita mostra, allestita presso la Sala Esposizioni Temporanee (S.E.T.) del Teatro Politeama di Poggibonsi (Siena) dall’8 marzo all’8 aprile 2007

 




                     di Tommaso Chimenti


  Banda Osiris e Eugenio Allegri: L'Ultimo Suonatore
  Banda Osiris: Roll over Beethoven, con il Quartet Humoresque


Un orecchio gigante campeggia sul palco. Sulle note di Quark, manca soltanto Piero Angela e prole al seguito, prende il via il viaggio a ritroso nei venticinque anni della Banda Osiris. Cartoni animati di carne, vignette parlanti, fumetti sonanti. Personaggi teatrali, televisivi, da colonne sonore, in libreria. Di tutto di più, come Mamma Rai, dove sono ospiti fissi della trasmissione di Serena Dandini. Stranamente il nuovo Teatro Dante di Campi alla prima della Banda è per metà vuoto. Il direttore artistico Alessandro Benvenuti è in altre faccende affaccendato con il debutto ronconiano di “Farhenheit 451” a Moncalieri. Come una razza in via d’estinzione, in un medley continuo e reiterato, gli ottoni dei quattro diventano sci, remi, ali o vanga, miscelando teatro e mimo, azione e gag. Muovono gli strumenti come lego o meccano costruendo prima un pagliaccio stilizzato e tecnico poi lavorandosi ai fianchi con battaglie di lance e spade alla “Guerre Stellari”. La canzone svizzera, con yodel e mucca annessa (bravissimo alla voce il fratello Carloni più savio e dal phisique du role), è il primo guizzo mentre in video passano le dodici variazioni di pianoforte: l’altopiano, il piano regolatore, Renzo Piano, il piano bar, il piano verticale, il ripiano, il piano diabolico, il pianerottolo, il pian pianino. La sorpresa virtuale è il pianista Stefano Bollani che accompagna la band alla canzone dei filosofi, da hit e da i-pod. Geniale il fratello “pazzo” Carlone con i capelli sparati come lo psicologo televisivo Andreoli, elettrizzati come Ficarra, irti come Caparezza, simile allo scienziato psicotico Gene Wilder in “Frankenstein Junior” o al luminare squilibrato di “Ritorno al futuro”. Scatenato ed urlante come il fratello di Bracardi, il fu pianista di Maurizio Costanzo. Splendido il doppiaggio sonoro della spy story gangster poliziesca alla Fred Buscaglione, che qualche stagione passata omaggiarono con la piece “Guarda che luna”. La favolosa “rissa al rallenty con gli strumenti usati come armi ad offendere precede prima la “Pregherò” di Celentano, ma in latino, quasi sacrilego, poi, come ballerini del Trocadero di Montecarlo, danzano e folleggiano facendo volteggiare la loro ballerina in tutù composta dai vari ottoni, il loro marchio di fabbrica, sempre presente a chiosare le loro performance.

Voto 7½  

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