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Anna Meacci
Artemisia
Dedicato a Artemisia Gentileschi, una donna che infranse le regole
Il 12, 13 e 14 maggio 2010 al Teatro del Sale di Firenze

 




                     di Tommaso Chimenti


Scevra e lontana dal ruolo che la Storia e il femminismo, soprattutto dopo la riscoperta del secondo Novecento da parte del movimento americano, Anna Meacci, con il suo solito e consolidato slang toscano sempre in bilico tra il serio e il faceto nell’antro che si è costruita di denuncia sociale (da “Fiabole” a “Stupiti e banditi”, “Romanina” e “Sogni dismessi”) affrancandosi da quella comicità dalla quale comunque nasce, ci rende un’immagine di Artemisia Gentileschi tutt’altro che mitica o epica ma anzi, ritagliandole un abito di un’umanità sofferta e sofferente ma per niente martire o vittima. Anna è pasionaria e si getta nelle parole della vita e del processo per stupro ai danni della pittrice del Seicento, la prima alla quale saranno commissionati e pagati i quadri. Ha un vestito colorato ed i capelli raccolti come una flamenchista che ricordano le donne fiere e coraggiose del Sud del mondo, le madri argentine. E’ scalza in omaggio alla ribellione di Artemisia. Personaggio sconosciuto e a tratti scomodo. Con un ampio salto temporale la si potrebbe paragonare per ricerca della libertà personale a Sibilla Aleramo. Entrambe hanno preceduto i tempi, e per questo ne hanno pagato le conseguenze, dure, carissime, ma hanno goduto di quella libertà, conquistata a fatica e sulla propria pelle, che le ha rese non solo donne ma persone degne di rispetto in un mondo, quello di allora e quello odierno, maschile e maschilista. La donna doveva stare un passo indietro all’uomo, vivere nella sua ombra, accettare senza discutere scelte altrui, senza istruzione. Artemisia aveva il dono della pittura, suoi quadri sono esposti agli Uffizi, un dono che l’ha portata a conoscere il suo aguzzino, ad essere torturata sotto processo, ma anche a vincerlo contro il suo stupratore, il prospettivista Agostino Tassi, cosa rara all’epoca quando gli imputati che si fronteggiavano e si accusavano erano un uomo ed una donna. E’ stata forte e coraggiosa, ma non chiamatela eroina. Era estrosa, amava la vita, non voleva essere inglobata in un sistema, voleva scegliere. E sceglierà anche gli uomini: si sposerà e avrà cinque figli, uno fuori dal matrimonio, e due amanti focosi, uno spagnolo e un inglese. Discorreva d’arte con Cosimo II de Medici, di stelle con Galileo Galilei. Ha vissuto a Roma, Firenze, Genova, Napoli, Venezia. Una donna, una femmina dalla sessualità piena, una leonessa dalla vita avventurosa che non si limita al ruolo impostole di madre e casalinga. Un’artista che in qualche modo esorcizzerà l’esperienza della violenza subita dipingendo “Lucrezia”. Si può dire che è uno dei primi casi di emancipazione femminile dopo Giovanna D’Arco. La Meacci scorre bene padroneggiando le date e non mostra l’imbarazzo delle prime assolute. E’ una lectio magistralis informale più che una piece, interattiva con volumi di storia dell’arte che il pubblico del Teatro del Sale si passa sorpreso tra le mani. E’ ancora in forma di studio, è una chiacchierata, ma utile e funzionale alla conoscenza. Non si deve aver paura del teatro pedagogico. Quasi si commuove citando le carte del processo, dove la discriminazione è lampante e sostenuta da tesi e congetture che qualificavano e certificavano anche i vari gradi di stupro, dal più lieve, come se ne esistesse alcuno leggero e innocuo, al più grave (e qui l’attrice ricorda la sentenza della Cassazione di qualche anno fa che si pronunciò goffamente su una violenza carnale dove di mezzo c’erano i jeans). In molti casi, i secoli sono passati senza apportare alcuna miglioria. La Meacci è bravissima, e si a corpo e parole e sentire, nel riuscire a far passare il dolore e l’umiliazione, la sofferenza fisica e psicologica sociale, la condanna morale, il giudizio dei benpensanti, ma anche l’esprit de finesse ma anche la joy de vivre di una donna che si è diventata tutte le donne denunciando senza vergogna il suo persecutore.

Voto 7½  

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