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  17/12/2017 - 07:16

 

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Toni Servillo
Elvira
Da Elvire Jouvet 40 di Brigitte Jacques, Gallimard, traduzione Giuseppe Montesano, con Toni Servillo, Petra Valentini, Francesco Marino, Davide Cirri, costumi Ortensia De Francesco, luci Pasquale Mari, suono Daghi Rondanini, aiuto regia Costanza Boccardi. Regia Toni Servillo
Dal 18 febbraio al 12 marzo 2017 al Teatro Niccolini di Firenze. Durata: 1h e 15’, atto unico. Produzione Piccolo Teatro di Milano Teatro d’Europa – Teatri Unit. Foto di scena Fabio Esposito

 




                     di Giovanni Ballerini


le voci dentro, 2014
Elvira, 2017


"Dopo anni in cui le riflessioni sul teatro e sul lavoro d’attore di Louis Jouvet mi hanno fatto compagnia nell’affrontare repertori diversi, da Molière a Marivaux, da Eduardo a Goldoni, mi è parso necessario che arrivasse il momento di un incontro diretto”.
Brillante e intenso, come al solito, Toni Servillo porta in scena Elvira (da Elvire Jouvet 40) al Teatro Niccolini di Firenze, in esclusiva regionale, dal 18 febbraio al 12 marzo 2017. Dopo gli straordinari successi, anche internazionali, di Trilogia della villeggiatura e Le voci di dentro, Servillo dirige e interpreta un altro spettacolo prodotto dal Piccolo Teatro di Milano e Teatri Uniti, con i costumi di Ortensia De Francesco, le luci di Pasquale Mari e il suono di Daghi Rondanini una pièce in cui le riflessioni di Jouvet sul teatro e sul personaggio ritrovano la stessa stringente attualità. 
Elvira porta il pubblico all’interno di un teatro chiuso, quasi a spiare tra platea e proscenio, con un maestro e un’allieva impegnati – afferma Toni Servillo – in un particolare momento di una vera e propria fenomenologia della creazione del personaggio. Un’altra occasione felice, offerta dalle prove quotidiane del monologo di Donna Elvira nel quarto atto del Don Giovanni di Molière, consiste nell’opportunità di assistere a una relazione maieutica che si trasforma in scambio dialettico, perché il personaggio è per entrambi un territorio sconosciuto nel quale si avventurano spinti dalla necessità ossessiva della scoperta”.
Toni Servillo si accosta da interprete e regista a Elvire, affrontandolo nella nuova traduzione commissionata a Giuseppe Montesano e avendo accanto tre giovani interpreti: Petra Valentini, nel ruolo di Elvira, Francesco Marino e Davide Cirri, che incarnano il futuro nella vitale trasmissione di sapere fra le generazioni. E, 30 anni dopo Strehler, che diresse Elvira, o la passione teatrale con Giulia Lazzarini nella stagione 1986/87, le riflessioni di Jouvet sul teatro e sul personaggio ritrovano la stessa stringente Un apologo del teatro, del mestiere dell’attore e della sua missione civile, con il solo sostegno del corpo, della voce e della presenza degli attori, che svelano le alte parole, le sofferte meditazioni e il severo rigore di un maestro del teatro come il francese Louis Jouvet. Perché il pubblico conosca la fatica, il dolore, la tensione che si provano affrontando il palcoscenico, in definitiva la segreta realtà di questi sempre imperfetti messaggeri di poesia e verità.
“Louis Jouvet formula a proposito dell’attore la famosa distinzione comédien/acteur – interviene Toni Servillo – e dice precisamente: “il comédien è, per così dire, il mandatario del personaggio, mentre l’acteur delega se stesso personalmente. Il comédien esiste grazie allo sforzo, alla disciplina interiore, a una regola di vita dei suoi pensieri, del suo corpo. Il suo lavoro si basa su una modestia particolare, un annullarsi di cui l’acteur non ha bisogno”. Trovo il complesso delle riflessioni di Jouvet particolarmente valido oggi per parlare soprattutto ai giovani del mestiere d’attore”.

Voto 8 

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