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  22/10/2017 - 17:38

 

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Saverio Tommasi
Cambio Lavoro
Un teatro civile in direzione del lavoro
Edizione tascabile a cura dei tipi della Fuori Binario (3 euro; 40 pp.)

 




                     di Tommaso Chimenti


Sono molti che in questi anni avrebbero voluto, ed hanno pensato, che Saverio Tommasi dovesse cambiare mestiere, trovarsi un’occupazione più discreta, più anonima, di quelle da confondersi con la massa, sparire nel dimenticatoio, nascondersi dietro un numero. Tommasi, attore, scrittore, drammaturgo, performer, è scomodo. E’ seccante trovarlo sempre in difesa dell’ultimo, dell’immigrato, del clandestino, della donna. Ha fatto storcere la bocca ai benpensanti nella gabbia e sul gommone al Piazzale Michelangelo, ha indignato con la sua indagine sulla strage dei Georgofili. Dove c’è un’ingiustizia c’è Saverio Tommasi. Stavolta il suo teatro civile ha scelto la direzione del lavoro, ovvero della sua mancanza, del precariato diffuso, dell’incertezza, della crisi economica. E’ un calzolaio, una prostituta, un operaio, un agricoltore, una casalinga, un attore, una contadina, uno spacciatore, una bancaria, un ex calciatore nel suo nuovo lavoro teatrale “Cambio Lavoro” che è anche diventato volumetto cartaceo nell’edizione tascabile a cura dei tipi della Fuori Binario (3 euro; 40 pp.), il giornale di strada dei senza dimora. L’autore lo definisce: “Spettacolo di mestieri e lacrime”. Il libro è stato presentato alla Libreria Libri Liberi in via San Gallo, lettura scenica con l’attore Roberto Caccavo, e venerdì 4 dicembre 2009 al Giardino dei Ciliegi in via dell’Agnolo allo stesso orario pomeridiano. Perché gli attori fanno inchiesta? Perché non ci sono più i giornalisti di una volta, i Montanelli per intenderci: “In Italia l’informazione è raramente censurata e quasi mai alla fonte. E’ vero che molti giornali evitano le notizie e altri le danno solo in modo parziale, ma qualcuno che fa informazione c’è: il problema risiede nella diffusione dell’informazione prodotta e dunque, spesso, nella mancanza della capacità di “arrivare alle persone” con le notizie, le storie e le inchieste fatte. Per questo faccio teatro, perché impedire la diffusione del sapere è come operare una censura alla fonte. Non esplicita, non regolamentata ma altrettanto cattiva e antidemocratica”. Info: www.saveriotommasi.it; 339.1096696.

Voto 8 

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