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  25/08/2019 - 00:48

 

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Tiziano Terzani
La porta proibita
Milano, Longanesi, 1984

 




                     di Duccio Magnelli


"Non ho scritto quello che ho scritto perché sono stato cacciato dalla Cina. Sono stato cacciato dalla Cina, perché ho scritto quello che ho scritto. E sono certo che prima o poi vi tornerò".
Tiziano Terzani giunge in Cina nel 1980, deciso a scoprire la verità sul mito del comunismo cinese e sul fascino che esso aveva esercitato per anni sui giovani di tutto il mondo. Per questo, decide di diventare uno di loro, un cinese a tutti gli effetti. Si trasferisce con tutta la famiglia a Pechino, per tre anni fa frequentare ai figli scuole cinesi, percorre in lungo ed in largo il paese, in treno, ma negli scompartimenti riservati ai locali, in bicicletta, a piedi, cambia addirittura nome. Racconta delle contraddizioni del comunismo cinese, dei tesori della cultura immolati al progresso, delle difficoltà di parlare, comunicare, leggere in un paese oppresso dalla burocrazia e dai tabù.
Nel 1984, Terzani viene arrestato dalla polizia ed accusato di attività sovversive. Dopo pesanti interrogatori viene sottoposto ad un mese di "rieducazione" e poi espulso come ospite non gradito. Non potrà più tornare in Cina, ma quello che ha raccolto è sufficiente per squarciare il velo che ha coperto, per decine d'anni, il cuore scuro di questo paese.
"La porta proibita" è un libro difficile, sofferto, perché distrugge le ultime illusioni di chi intravide nel socialismo cinese la chiave per scardinare le trappole del capitalismo, ma anche di chi auspicò, con la morte di Mao, la fine della dittatura e la nascita di un paese democratico.
La durezza e l'astio che traspaiono dalle pagine del libro denunciano i sentimenti contrapposti dell'autore, l'infinito amore verso la Cina e l'Oriente, ma anche la delusione di non essere potuto entrare a far parte di quel mondo. Terzani ha creduto in una Cina diversa da tutti gli altri paesi, culla di una civiltà senza eguali nel resto del mondo.
Adesso che questo paese sta diventando come tutti gli altri, per certi versi peggiore di tanti altri, cadono anche le ultime illusioni. L'appiattimento delle civiltà all'apparire del ventunesimo secolo sembra ormai compiuto.
Anche l'Oriente, grande speranza degli idealisti e dei sognatori, non ha più nulla da raccontare. "La porta proibita" è il testamento che questo mondo, prima di sparire per sempre, ha deciso di lasciarci.

Tiziano Terzani, La porta proibita, Milano, Longanesi, 1984

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