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  15/12/2017 - 14:59

 

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Bruno Casini
1975: viaggio in Afghanistan
Diari e avventure freak
Catcher Editori, 2006, 155, pagine,10,00 euro

 




                     di Giovanni Ballerini


Bruno Casini, 1975: viaggio in Afghanistan, Catcher, 2006
Bruno Casini, Banana Moon, Zona, 2008
Bruno Casini, In viaggio con i Litfiba, Zona, 2008


Difficile non rimanere affascinati da “1975: viaggio in Afghanistan. Diari ed avventure freak”, pubblicato dalla Catcher Editori. E’ un libro che si divora velocemente quello scritto da Bruno Casini, un agile volumetto che, inchiodandolo piacevolmente alla lettura, porta il lettore a passare in rassegna ricordi e pensieri dell’adolescenza. A confrontare l’esperienza di viaggio e le riflessioni dell’autore con quelle di ognuno di noi.

Il libro, che è nato quasi per caso da un vecchio diario scritto a mano dall’autore, ricopiato e pubblicato dalla giovane casa editrice fiorentina Catcher, racconta una storia hippy intrigante e rappresentativa dell’epoca. 

Si parla del 1975, un mucchio di anni fa che, se si pensa a come nel frattempo è cambiato il mondo, sembrano ancora di più. Allora uno dei modi possibili di interpretare la società (e anche di contrapporsi alla stessa) era la filosofia freak, o meglio frikkettona. Droga, sesso e rock and roll iniziavano a imperare, ma era più che altro lo spirito on the road immortalato da Jack Kerouac (“Sulla strada”, il manifesto della beat generation pubblicato nel 1950), dall’urlo di Allen Ginsberg, dalla psichedelica di Thimoty Leary (ma anche "Il pasto nudo" di William Burroghs e "L'odore dell'India" di Pierpaolo Pasolini)ad affascinare, a fare proseliti nella musica del periodo e nell’immaginario collettivo. Ai viaggi lisergici molti preferivano quelli reali, magari verso mete esotiche, altri (fra cui alcuni dei protagonisti del libro) abbinavano allegramente le due cose. E allora via in mille direzioni, aggrappati a un polveroso Magic Bus strapieno di sconvolti o, come si narra nel diario di Casini, stretti stretti in una 127 Fiat. Il pregio di questo libro è raccontare una storia su più livelli senza mai annoiare. La trama è quella del viaggio, dicevamo, ma il racconto va avanti fra inquadrature di paesaggi, ritratti di compagni di viaggio (e delle persone dei vari luoghi) che mantengono il fascino del tempo che fu. E questo diario di un ragazzo di vent’anni, alla ricerca delle radici freak farà sognare chi in quegli anni non c’era. Merito dell’autore è infatti racchiudere nella sua avventura le riflessioni di allora, la musica, le passioni ed i colori di esperienze, miti e valori che ha segnato una generazione. Il libro si trasforma quindi in un’occasione per raccontare una storia italiana (e fiorentina) alla maniera di Easy rider, per ricordare i templi esotici dell’Afghanistan, degli altri paesi attraversati dal tour, ma anche, in un continuo flash back, anche i locali i luoghi di aggregazione fiorentina della metà degli anni Settanta (dallo Space Electronic alla Buccia). Un po’ maniacale, puntigliosa, sicuramente rappresentativa, la trascrizione puntuale e in tempo reale della colonna sonora che fa da sfondo al viaggio. E fra un Claudio Rocchi, un Alan Sorrenti agli esordi, i Pink Floyd, Jefferson Airplane, Santana, Joe Cocker, Free; Led Zeppelin John Lennon e la Plastic Ono Band e le note avvolgenti di mille altri gruppi rock e progressive si sviluppa una storia nella storia. Quella storia di note, di entusiasmi che allora offriva nuovi spunti agli stimoli di una cultura o controcultura giovanile che allora ci sembrava al centro del mondo. Sicuramente del nostro mondo.

Per informazioni: Catcher Editori, Via R. Cecconi, 16/A - 50127 Firenze
info@catchereditori.it

Voto 8 

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