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  21/10/2017 - 12:18

 

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Vincenzo Pardini
Tra uomini e lupi
Il ritratto indimenticabile di una terra
Pequod, pp.187, € 14,00

 




                     di Matteo Merli


Vincenzo Pardini è una figura arcana della letteratura italiana, dove ricopre il candore ancestrale della creazione al di fuori dei salotti illustri e lontano da sguardi indiscreti. La passione arriva con il tramite delle parole, lunghe le righe dei suoi romanzi e racconti, con la complicità di un linguaggio colto a riscoprire le suggestioni di luoghi o semplici particolari insiti nella natura delle cose.

La raccolta di racconti Tra uomini e lupi, che esce a quasi due anni dallo sconcertante Lettera a Dio, Vincenzo Pardini si aggiudica il Premio Viareggio - Répaci, sezione "Un libro per l'inverno". Si tratta di una serie di storie ambientate nel luogo principe della Garfagnana, paesaggio di rude fascino, in cui lo scrittore rievoca i contorni di un mondo, in cui la natura e le sue creature, diventano custodi della memoria e del significato dell'esistere. Il confronto tra l’uomo e l’animale, diventa il grimaldello di un confronto a se stante, spesse volte difficile ma aperto ad un contatto o ad uno sguardo che riempie la vita: basta addentrarsi tra le pagine del racconto La Mora, conturbante ritratto di una mucca; oppure La morte del mulo, sorta di elegia funebre di viscerale presenza, per arrivare a Il ghigno della lupa teso nell’annuncio di un dramma imminente, senza ritorno. Pardini si confronto da subito con il passato e i suoi ricordi, attingendo alla sua adolescenza tra i microcosmi dei personaggi del luogo, che compongono le loro piccole storie come i tessitori di una memoria fiera, dando lustro al Novecento italiano nei suoi paesaggi rurali. In alcuni racconti si ritrova la dimensione del ricordo come rivela Le due biciclette, in cui si delineano i ritratti di Almirante e Tavolini insieme a quello del giardiniere di Pascoli. Mentre in altri si riscontra la dimostrazione fallace dell’esistenza, come ne La stanza del cacciatore intrisa di accenni struggenti colta in una sorte spietata. Quella di Pardini è una prosa robusta, che trova linfa vitale nell’accostarsi alla sua terra d’origine, recuperando inflessioni dialettali di un tempo, per rafforzare il sentimento primigenio di un passato attraverso la lingua, traendone una sensibilità d’esercizio che include la sfida di comprendere il presente per dirigersi verso un futuro consapevole.

Voto 8 

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