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  25/10/2021 - 07:11

 

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Pablo Tusset
Il meglio che possa capitare a una brioche
Un racconto scandito dal ritmo veglia-sonno del protagonista e dai suoi improbabili incubi post-sbornia
Edizioni I canguri/ Feltrinelli, 2002, traduzione di Tiziana Gibilisco

 




                     di Lucia Fazzi


"Il meglio che possa capitare ad una brioche è di essere imburrata: questo ho pensato, mentre ne spalmavo una tagliata a metà con margarina vegetale in offerta, me lo ricordo bene".

Il protagonista di questo esilarante racconto è Pablo Miralles, un ultra trentenne di 120 chili cinico, arrogante e misogino, che volontariamente ha scelto di allontanarsi dagli agi della sua borghesissima famiglia per condurre un'esistenza all'insegna degli eccessi. Disoccupato - ma proprietario al 50% con il fratello della società ereditata dal padre - passa le sue giornate smaltendo le sbornie della sera precedente, disquisendo di filosofia in rete, fumando hashish e aspettando l'ora per andare nuovamente ad ubriacarsi nel bar di Luigi.

Tutto questo finché arriva una telefonata del fratello Sebastiàn, da lui ironicamente soprannominato The First, il quale gli offre cinquecentomila pesetas per un incarico apparentemente semplice: controllare una villetta diroccata nel centro della città. Ma Sebastiàn sparisce insieme alla segretaria, che, manco a dirlo, è anche la sua amante, ed è allora che Pablo, suo malgrado, si trova coinvolto in un fitto mistero, la cui risoluzione sta in una inquietante Fortezza, nascosta nelle viscere di una modernissima Barcellona, e in cui lui dovrà penetrare sotto mentite spoglie di detective.

Il racconto del sorprendente Pablo Tusset si snoda in modo vivacissimo e brillante, scandito dal ritmo veglia-sonno del protagonista e dai suoi improbabili incubi post-sbornia (che introducono ogni nuovo capitolo), in una Barcellona frenetica e misteriosa, descritta con occhi disincantati e con un linguaggio ricco di humour e sarcasmo, alternando momenti di suspense a vere e proprie esilaranti gag. Il libro di Pablo Tusset (Barcelona, 1965) propone un ottimo intreccio di narrazione, considerazioni pseudo metafisiche "incoraggiate" da massicce dosi di vodka e colpi di scena inaspettati. Tutto ciò rende la lettura piacevolissima ed estremamente intrigante.

Voto 8 

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