La Svezia, sta proponendo da tempo scrittori di
gialli che stanno conquistando le platee di lettori da tutto il mondo; ora ci
troviamo davanti ad un altro caso editoriale, che ha il nome di John
Ajvide Lindqvist, autore televisivo e prestigiatore provetto in passato, si
è dilettato anche con sceneggiature e testi teatrali. Lindqvist, si è affermato
con il precedente Lasciami entrare, bestseller in patria e tradotto con
successo in dodici lingue, da cui è stato tratto un film di imminente
uscita diretto dal promettente Tomas Alfredson, premiato
in vari festival.
Con L’estate
dei morti viventi ci troviamo in una Stoccolma sul baratro del caos. Avvolta
in un manto di caldo torrido, in città si è creato un campo elettrico di enorme intensità: le luci non si spengono, gli apparecchi
elettrici non si fermano, i motori continuano a girare. E mentre nell’aria si
avvertono rumori strani, si sviluppa una emicrania
collettiva. Successivamente si diffonde la notizia che
negli obitori i morti si stanno risvegliando. Questo sconvolgente evento, mette
in subbuglio una nazione perfettamente agiata nella normalità e nella
consuetudine aggregante. Tra i tanti, si vede un vecchio
giornalista pronto a dissepellire il nipotino; un’anziana signora riceve una
visita insolita in piena notte; un uomo disperato è convinto di poter
riabbracciare sua moglie. Il desiderio prossimo dei morti e poter
tornare a casa, ma riaverli con sé sconbussola il quieto
viveri dei parenti stretti. Intrigante romanzo di genere,
intelligentemente protratto nei meandri affettivi, come scoglio insuperabile,
dove la morte è il punto di non ritorno e si collocano i sentimenti più
reconditi e affettivi: riappropiarsi di qualcosa che si è già perso, diventa il
riflesso di una instabilità di coscienza, poiché il
ricordo soccombe all’evidenza. Qui, l’amore sovverte le regole, e diventa
spazio vitale riassorbito dalla morte, amplificando le paure di cui noi siamo
fatti. Lindqvist, penetra con originale talento questa membrana che separa i
vivi dai morti, utilizzando l’esplicazione horror ( i
morti viventi o zombie ) per adattarlo ad uno sguardo umano, profondo e aperto
a molti interrogativi, dinnanzi ai quali ( noi lettori ), ne rimaniamo
coinvolti, per un trasporto emotivo rivolto ai quesiti enigmatici dei ricordi,
riversi nella parte oscura dell’esistenza: la morte. Un
piccolo capolavoro da leggere per scoprire un nuovo talento, che farà
ancora parlare a lungo.
Voto
8 ½