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  15/12/2017 - 14:52

 

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MSN
Adesso i ragazzi comunicano così
Come Internet ha rimpiazzato l’oratorio
La Fenomenologia della chat

 




                     di Naima Morelli


Andate a chiedere cos’è MSN all’ottima Wikipedia, e lei vi spiegherà che si tratta di un  “client di messaggistica istantanea facente parte dei servizi di Windows Live on-line”. Andate a chiederlo a vostro figlio e vi risponderà che è il modo più semplice di mettersi in contatto contemporaneamente con gli amici per organizzare la partita di calcetto. In realtà si tratta di una delle più avanzate mutazioni genetiche della chat, un miglioramento della specie che senza alcun dubbio ha stravolto gli stili di vita e la comunicazione giovanile almeno quanto gli sms.

Allora facciamo un passo indietro di qualche anno, fino all’enorme, immediato successo di queste famigerate chat.
Si chiacchiera, il più delle volte con perfetti estranei, conversazione abbastanza inutile, conoscenza superficiale. Poi magari la persona nascosta dietro al nickname non la si ritrova più alla successiva connessione: ha cambiato chat, dopotutto, a differenza del “mondo reale”, in questo caso non costa nessuna nulla piombare in una nuova aggregazione umana (o quasi). Non ci rimetti la faccia, non sei costretto a parlare subito, il comportamento da tenere non è troppo impegnativo e qualora si avverte noia, mai disagio, basta disconnettersi e nessuno verrà mai tacciato di scortesia. Difficile incontrare due volte la stessa persona sul web, impossibile ritrovarla con lo stesso nick, quindi…

Questa era la chat dei primi tempi, tutta circondata da quella ingenuità con cui le ragazzine grassocce, apparecchio ai denti, si spacciavano per bionde pattinatrici a livello agonistico, mentre gli adolescenti brufolosi e sfigati raccontavano le proprie peripezie in sella a moto mai possedute. A volte si fissavano degli appuntamenti, altre volte addirittura si istauravano fidanzamenti virtuali ancora prima di vedersi di persona. In quel caso bastava inviare via mail una fotografia.
Sia pure quella della cugina bona.

Poi è arrivata MSN.
In realtà è trascorso pochissimo tempo, ma l’evoluzione oramai, si sa, è fulminea, e i primi a convertirsi alla novità sono proprio i più giovani.
MSN funziona necessariamente con un indirizzo di posta elettronica, il che permette di poter aggiungere solo quei contatti di cui si conosce la mail. Questo ha causato un meccanismo abbastanza interessante, simile a quello dei telefoni cellulare; i ragazzi si incontrano ad una festa, si scambiano l’indirizzo di MSN, tornati casa aggiungono il contatto ed ecco fatto, è stato creato un canale di comunicazione.
Di meno rispetto al telefonino c’è il fatto che non si può reperire la persona in qualsiasi momento, ma solo quando questa si connette a internet e apre la finestra di Windows Live Messenger. Di più c’è la casualità, componente fondamentale nelle relazioni tra adolescenti sempre a dibattersi tra scarsa autostima e l’orgoglio. Questo cominciare a parlare con il proprio innamorato segreto adducendo alla tipica scusa “nessuna delle mie amiche è in linea e avevo voglia di fare quattro chiacchiere con qualcuno”.

Oltre agli scopi pratici e ricreativi dell’utilizzo di questo servizio, c’è tutto un sottobosco che difficilmente Wikipedia vi racconterà, situato tra antropologia e costume.

In primo luogo il linguaggio. Come se non bastassero le abbreviazioni e le k gratuite a cui il popolo degli sms è da >anni avvezzo, qui entra in campo un abuso smodato di emoticon. Per chi non fosse aggiornato, si tratta di faccine volte ad esprimere uno stato d’animo o addirittura sostituire le parole mediante piccole animazioni; ad esempio scrivi “ciao” e compare una faccina che saluta con la mano, o scrivi “dormire” e ti compare una faccina su un cuscino. Il problema è quando in una frase digitata ogni parola è sostituita da una faccina. In questo caso si tratta di veri e propri rebus, e per quanto siate degli habituè della settimana enigmistica, se avete meno di 18 anni vi saranno del tutto incomprensibili.

Più sottile e raffinata è invece la storia delle frasi.
Dal momento che MSN permette di corredare il proprio profilo di “messaggio personale”, c’è chi cambia citazione con regolarità ogni due giorni, e anche l’immagine personale, l’avatar rappresentativo, quasi come un vestito.
La poesia qui si spreca, tra Baudelaire e Jim Morrison c’è chi scrive frasi incomprensibili riguardanti la propria vita privata, decifrabili solo dal diretto interessato, questo è vero, ma che creano un’aria di mistero indubbiamente affascinante.
In sostituzione al messaggio personale c’è la possibilità di far comparire il titolo e l’autore del brano musicale che si sta ascoltando in quel momento al computer.
Potrebbero sembrare dettagli, ma lo so sono in proporzione a quando riteniamo tali vestito, trucco, borsa e orecchini quando usciamo di casa. Oltretutto, proprio come il look, questi elementi, in mancanza di argomenti migliori, possono sempre servire a sciogliere il ghiaccio, del tipo “Che bella borsa, cos’è? Fendi?” “Dove hai preso quelle scarpe?” “Come stai bene nella foto nell’immagine personale” “Che significa quella frase che hai messo?”.

Come se non bastasse, esiste un insieme di convenzioni non scritte che distingue il l’utente msn “fico” dal primo arrivato non avvezzo a queste raffinate pratiche social-virtuali. Oltra alla frase misteriosa c’è anche lo stato personale, che avverte se il contatto è In linea, Non al computer o Occupato. Quelli più à la page non sono mai In Linea, sono sempre Non al Computer, per dimostrare che LORO non sono degli azzeccati del pc, oppure Occupato, nel senso che se proprio stanno al pc è solo per cose molto importanti. Se quando ti parlano, mantenendo il loro stato di Non al Computer, gli chiedi come sia possibile, visto che al computer ci stanno e come, loro ti risponderanno che non vogliono essere scocciati, per questo non hanno impostato il loro stato come In Linea. Oh yeah!

Scontata è la possibilità di aprire due finestre di MSN, quindi di sostenere due o più conversazioni differenti con amici diversi contemporaneamente, passando dall’uno all’altro.
Ma non è finita qui; se fino a poco tempo fa le ragazzine guardavano con occhi sbrilluccichini e un po’ invidiosi i telefilm su Disney Channel dove adolescenti proprio come loro, tranne per il fatto di essere americane, facevano delle entusiasmanti telefonate a tre, adesso queste chiacchierate multiple a distanza sono riproducibili da MSN grazie alla funzione “invita un contatto ad unirsi alla conversazione”. Quello che a volte esce fuori dall’abuso di questa funzionalità sono conversazioni gigantesche, caotiche, dove non si capisce un tubo, del tipo venti e più utenti che scrivono senza riuscire a comunicare tra di loro e senza conoscersi, essendo stati aggiunti alla conversazione da amici diversi. L’entropia.
Quasi un ritorno alla chat vecchia maniera.

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