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  13/08/2022 - 23:19

 

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Velvet Goldmine
Regia di Todd Haynes
Cast: Ewan McGregor, Jonathan Rys Meyers, Toni Collette, Christian Bale; musicale; Usa/Gran Bret.; 1998; C.

 




                     di Riccardo Ventrella


Velvet Goldmine
Lontano dal paradiso
Io non sono qui


Finiti i sogni e le colombe degli anni Sessanta, il rock cullò i propri destini sui vestiti sgargianti, il trucco e i lustrini. Dimenticato il buon gusto, il glam fu. Londra divenne la capitale di un genere eccessivo, che viveva di enormi riff di chitarra e di qualsiasi genere di ambiguità. Sessuali, doppie identità, travestimenti. Il grande Marc Bolan ne fu il mentore e il martire, David Bowie il profeta, Lou Reed e gli Stooges di Iggy Pop alcuni dei discepoli. Todd Haynes, regista del salutistico e curioso "Safe", indaga in " Velvet Goldmine" questo mondo scintillante, perduto nella memoria ma ancora "ascoltabile", come lo stesso Haynes suggerisce nelle note di copertina della colonna sonora. E di un'indagine vera e propria si tratta. Come in "Quarto potere", un giornalista cerca di gettare nuova luce sulle vicende della glam-star Brian, rimasto ucciso misteriosamente sul palco durante un concerto dieci anni prima. Nel farlo, sfoglia le pagine di una vita eccessiva, ed inevitabilmente duplice, segnata dai rapporti con l'ex-moglie Mandy e con il rocker Curt. Per il giornalista, sarà anche un modo di scavare nel proprio, morboso, passato. Poco a poco, si completa il ritratto di questo periodo complesso, ricostruito da Haynes con un'accuratezza maniacale. Rivivono l'estro di travestimenti molto più che fantasiosi, il make-up sconvolgente (che potete, ovviamente, acquistare in versione personalizzata per il film), le performances eccessive, la patina di sesso e sconvolgimento che si deposita sui corpi sinuosi dei personaggi. La storia diviene una chiave importante di rilettura, una macchina del tempo che non risparmia neppure le grigie atmosfere anni'80, cornice e contenitore del tuffo nel passato. "Velvet Goldmine" è un singolare intreccio di quasi generi, un film falso-biografico sulla musica, con numeri da musical, alla ricerca dei pezzi di vita che i protagonisti si sono lasciati alle spalle. Troppo vecchio per perderlo, troppo giovane per sceglierlo, dice "Rock'n'Roll Suicide", la struggente ballata che chiude "Ziggy Stardust" di David Bowie. Epitaffio valido a suggellare la creatura di Haynes, dettato proprio dal grande assente, Bowie, che ha rifiutato i propri suggerimenti ed anche la proprio musica. Ma viene raffigurato ed omaggiato dal personaggio di Brian, mentre per il rocker americano Curt (con la C, ma che caso) Haynes si è rifatto ad Iggy Pop, ed alla sua relazione con il Duca Bianco. Impressionanti le prestazioni degli attori, in grado di non sfigurare con il microfono in mano. Se l'emergente Jonathan Rhys-Meyers costituisce una positiva sorpresa, e Christian Bale una sicura conferma, Ewan McGregor giganteggia, chioma fluente e gestualità amplificata: guardatelo rifare (nella finzione e nella realtà) "T.V. Eye" degli Stooges, per credere. La moglie è invece Toni Collette.

La colonna sonora di un film come questo merita sicuramente un discorso a parte. Non accompagnamento, non oggetto di marketing separato dalla storia, il soundtrack di "Velvet Goldmine" è l'oggetto autentico della narrazione, se è vero che non si può pensare questa epoca senza le note che la attraversarono. Assente, come si è detto, Bowie, appaiono grandi classici in versione originale ("Satellite of Love" di Lou Reed) o riletti in chiave contemporanea, come 20th Century Boy di Marc Bolan vista dai Placebo (e Bolan è un altro che manca, dall'orizzonte "Velvet Goldimine": per colmare la lacuna, è consigliabile ascoltare il tributo regalato alla sua musica e a quella dei T.Rex dalla Tzadik di John Zorn). Inoltre, band che hanno fatto del glamour una poetica, come i Pulp, e brani originali composti per due supergruppi, specchio della doppia anima anglo-americana della pellicola. Nei "Venus in Furs" spiccano Bernard Butler e Thom Yorke dei Radiohead, mentre la formazione dei "Wylde Ratttz" annovera musicisti del calibro di Mike Watt, Mark Arm dei Mudhoney, Thurston Moore e Steve Shelley dei Sonic Youth e Ron Asheton, chitarrista degli Stooges..

Velvet Goldmine, regia di Todd Haynes, con Ewan McGregor, Jonathan Rys Meyers, Toni Collette, Christian Bale; musicale; Usa/Gran Bret.; 1998; C.

Voto 8 

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