Il temibile
avversario della Mostra
veneziana ha scippato l’ultima pellicola di Spike Lee, Miracolo a St.
Anna, e subito è sembrato una notizia roboante per le testate
giornalistiche. A parte la scelta di Lee di presentarlo ufficiosamente a Toronto, altri grandi sorprese non si ritrovano
nel cartellone canadese, che come altri festival concomitanti, si deve
accontentare delle pellicole pronte nel
momento dato, che sono poche. A parte Adam Resurrected di Paul Schrader,
Appaloosa che vede il ritorno dietro la macchina da presa dell’attore Ed
Harris, Easy Virtue di Stephan Elliott, Ghost Town di David Koepp, il
documentario di Richard Linklater, Me and Orson Welles, Nick and Norah's
Infinite Playlist dell’interessante Peter Sollett, Zack and Miri Make a Porno
del redivivo Kevin Smith, The other man di Richard Eyre, Public Enemy Number
One (Part 1) di Jean-François Richet, le altre pellicole provengono dalle altre
manifestazioni principali dell’anno, creando un bacino di offerta davvero invidiabile.
Ovvio che non potevano mancare gli italiani, presenti con: Il divo di
Sorrentino, Pa-ra-da
di Marco Pontecorvo, Machan di Uberto Pasolini, Mondine Di madre in figlia di
Andrea Zambelli, Il resto della notte di Francesco Munzi, Un giorno perfetto
di Ferzan Ozpetek. Un programma di 249 lungometraggi, il 76% dei quali prime
mondiali (o internazionali o nordamericane), con 61 opere prime e un totale
(cortometraggi compresi) di 312 pellicole provenienti da 64 paesi, dimostrano
la forza della manifestazione canadese. Percorsi intriganti, con l’immancabile
Discovery e Contemporary World cinema piene di novità; Real to real con
documentari sempre sferzanti e non omologati; stuzzicanti Vanguard e Visions,
con proposte fuori dalle mode del momento. Premi conclusivi: Il City of Toronto
- CityTv award per il migliore film canadese è stato consegnato a Lost Song; il
Diesel Discovery Award è stato assegnato a Hunger di Steve McQueen; Il Cadillac
People’s choice Award è andato a Slumdog millionaire, ultima opera a firma
Danny Boyle. Il premio internazione della critica ( FIPRESCI ) è andato a
Lymelife e Disgrace. Un
festival a portata di pubblico per le offerte e il clima rilassato che sa
creare, oramai diventato appuntamento di mondanità e cinema da non perdere.
Voto
7
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